
Israele ha deciso di non inviare la sua delegazione ai colloqui per il cessate il fuoco a Gaza che si sono svolti domenica 3 marzo al Cairo. Il governo di Benjamin Netanyahu aveva messo come condizione per procedere con le trattative la fornitura della lista degli ostaggi israeliani prigionieri di Hamas ancora in vita: Hamas ha rifiutato di consegnarla e così la delegazione israeliana ha boicottato l’incontro.
La scorsa settimana sembrava che i negoziati stessero facendo progressi significativi. Ma siamo di nuovo in una fase di stallo. L’ipotesi di una trattativa su una tregua, anticipata dall’agenzia di stampa Reuters, prevedeva la possibilità di un cessate il fuoco di sei settimane per fermare i combattimenti entro l’inizio del Ramadan. Israele, secondo fonti statunitensi di Reuters, avrebbe accettato la tregua a patto che Hamas accettasse di liberare le persone prese in ostaggio nell’attacco del 7 ottobre.
Oggi, contro il volere di Benjamin Netanyahu, il ministro del gabinetto di guerra israeliano Benny Gantz è in visita a Washington, dove è previsto un incontro con la vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris, il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan e il segretario di Stato Antony Blinken.
Kamala Harris ha chiesto un immediato cessate il fuoco e ha insistito con forza affinché Israele aumenti il flusso di aiuti per alleviare quelle che ha definito condizioni «disumane» di una «catastrofe umanitaria». «Ci deve essere un cessate il fuoco immediato per almeno le prossime sei settimane», che «farebbe uscire gli ostaggi», ha spiegato.
In queste settimane Gantz ha espresso le posizioni che Biden avrebbe voluto sentire da Netanyahu: e cioè che gli ostaggi sono la priorità e vanno riportati indietro a qualunque prezzo. Biden, secondo quanto ha rivelato Axios, nella telefonata di giovedì scorso con il rais egiziano Abdel Fattah al-Sisi e l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad al-Thani, sarebbe stato molto chiaro: «Voglio un accordo, dovete ottenerlo».
Hamas ha fatto sapere alla Bbc di non poter fornire l’elenco degli ostaggi vivi a causa dei bombardamenti israeliani. «Praticamente è impossibile sapere chi è ancora vivo», ha detto Basem Naim, un alto funzionario di Hamas.
Oggi è in programma una riunione dell’Assemblea generale dell’Onu sulla situazione a Gaza e sull’Unrwa, l’Agenzia per i rifugiati palestinesi.
Mentre il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, dice alla Stampa che l’Italia sta lavorando con tutte le agenzie dell’Onu per portare subito aiuti ai palestinesi. Roma «promuoverà una nuova iniziativa umanitaria per aiutare la popolazione civile palestinese. Inviterò alla Farnesina tutti gli attori del polo delle Nazioni Unite a Roma», spiega. L’ipotesi è di creare un tavolo per la pace, con lo slogan “Food for Gaza”, per portare cibo nella Striscia.