La risposta al PapaStoltenberg dice che per l’Ucraina servono armi, non una bandiera bianca

Il segretario generale della Nato ha spiegato di non essere d’accordo con i commenti di Bergoglio. E Kyjiv ha convocato il nunzio apostolico del Vaticano

(La Presse)

Dopo giornate di tensione, caratterizzate dal botta e risposta tra Kyjiv e il Vaticano sui commenti del Papa – secondo cui l’Ucraina dovrebbe avere «il coraggio della bandiera bianca» negoziando la fine della guerra con la Russia – è intervenuto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg.

«Se vogliamo una soluzione pacifica e duratura, il modo per ottenerla è fornire sostegno militare all’Ucraina», ha dichiarato Stoltenberg all’agenzia Reuters, osservando che «ciò che accade al tavolo dei negoziati è intimamente legato ai rapporti di forza sul campo di battaglia». «Non è il momento di discutere su una capitolazione degli ucraini», aggiungendo che sarebbe una tragedia per loro e «anche pericoloso per tutti noi».

Il ministero degli Esteri ucraino ha anche convocato ieri il nunzio apostolico, Visvaldas Kulbokas, per esprimere le proprie rimostranze. «Il nunzio è stato informato che l’Ucraina è rimasta delusa dalle parole del Pontefice sulla “bandiera bianca” e sulla necessità di “mostrare coraggio e negoziare con l’aggressore”», si legge nella nota, criticando gli «appelli che legalizzano il diritto dei forti e li incoraggiano a ignorare ulteriormente il diritto internazionale» e aggiungendo che il capo della Santa Sede «avrebbe dovuto» sostenere «il bene sul male» e fare «appello all’aggressore non alla vittima».

I raid di droni russi ieri su Odessa e Kharkiv, tra l’altro, danno sostanza alla crudeltà del conflitto. E sono una prova di quanto detto dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky: sono gli aggressori russi gli unici responsabili della guerra e dunque sta a loro dimostrarsi pronti al compromesso ritirando le truppe dai territori occupati.

Critiche al Pontefice sono arrivate anche dal governo di Berlino, dove sia il cancelliere Olaf Scholz sia la ministra degli Esteri Baerbock hanno che soltanto la vittoria ucraina può garantire la pace. La Conferenza episcopale tedesca ha parlato di «formule infelici» nelle parole di Francesco.

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