
«E adesso fatemi il favore di promulgare una legge bipartisan che permetta agli Stati Uniti di aiutare l’Ucraina». Joe Biden ha scelto l’inizio del discorso sullo stato dell’Unione per lanciare un appello all’emiciclo affinché sblocchi gli aiuti militari a Volodymyr Zelensky. «Siatene certi, Putin non si fermerà, ma l’Ucraina può fermare Putin e ora sta difendendo la nostra libertà e la democrazia, bisogna prenderne atto». Intanto il presidente Zelensky continua la sua pressione sugli alleati europei e ha gelato l’opinione pubblica italiana, dichiarando che in caso di inasprimento del conflitto, tutta l’Europa, Italia compresa, dovrà inviare soldati.
Usa toni risoluti il presidente di Kyjiv, stretto com’è tra l’offensiva di Mosca, i tentennamenti dell’Occidente e probabilmente la prossimità alle elezioni. La campagna elettorale si starebbe mostrando già complicata. In questi anni di guerra più di un funzionario alto in grado ha espresso le caratteristiche per poterlo scalzare. E tra questi c’è chi potrebbe candidarsi. Non lo farà l’ex comandante in capo dell’esercito ucraino, Valerii Zaluzhny, che Zelensky ha appena nominato ambasciatore del Paese nel Regno Unito, dopo che l’8 febbraio scorso lo aveva licenziato dall’esercito.
Ufficialmente la mossa di Zelensky è un modo per mantenere l’ex generale “dentro la squadra” ma è evidente a tutti gli osservatori che allontanando Zaluzhny dal Paese, il presidente neutralizza quello che è considerato l’unico sfidante realistico in caso di elezioni.
A Zaluzhny si imputa il fallimento della controffensiva lanciata sulle forze russe. C’è stato un lungo braccio di ferro con il generale che, inizialmente, aveva rifiutato di dimettersi su richiesta del presidente. Poi ha dovuto accettare dato che la sua situazione non era più sostenibile.
Negli ambienti dell’Intelligence internazionale, tuttavia, il nuovo ruolo di Zaluzhny non è affatto sottovalutato. L’ex comandante ha uno stretto rapporto personale con il suo omologo britannico, l’ammiraglio Sir Tony Radakin, un legame nato durante i primi due anni di guerra. E forse non è un caso che Radakin si trovasse a Kyjiv proprio ieri, in visita a Zelensky insieme al segretario alla Difesa del Regno Unito, Grant Shapps. Ma va detto che Zaluzhny non appare mai nel video diffuso alla stampa dal presidente ucraino in occasione dell’incontro al vertice.
Shapps ha dichiarato che il Regno Unito fornirà all’Ucraina diecimila droni per la prima linea e aumenterà il pacchetto di investimenti da 200 milioni di sterline a 325 milioni. La maggior parte dei droni di questo primo lotto non sono tecnologicamente avanzati, ma l’accordo include anche 100 milioni di sterline per droni marittimi nuovi, del tipo impiegato dalla Marina Reale contro le navi russe nel Mar Nero.
L’Ucraina considera il Regno Unito uno dei suoi più stretti alleati, tuttavia la carica di ambasciatore era vacante da molti mesi. Da quando Zelensky aveva licenziato Vadym Prystaiko, nel luglio scorso, dopo che l’ambasciatore aveva apertamente criticato il presidente. Circostanza accaduta durante il vertice della Nato.