Gli alleati chiedono moderazioneIsraele vuole rispondere all’attacco dell’Iran

Il Capo di Stato maggiore israeliano Herzi Halevi ha confermato che Tel Aviv reagirà, ma non è chiaro quale sarà la risposta. Riunito il gabinetto di guerra, Netanyahu ha detto che Teheran dovrà aspettare «nervosamente»

(AP Photo/Tomer Neuberg)

Israele risponderà all’attacco dell’Iran. Ma non è chiaro quale sarà la risposta. A poco meno di 48 ore dalla pioggia di droni e missili arrivati sul territorio israeliano, il governo di Benyamin Netanyahu sembra aver fatto la sua scelta. Mentre Teheran, che ha già messo in stato di massima allerta le sue difese aeree, ha ammonito che l’eventuale azione armata di Israele stavolta «avrà una risposta molto dura».

Il gabinetto di guerra israeliano si è riunito ieri per la quarta volta per discutere la sua risposta all’attacco, ma Tel Aviv non ha fatto sapere se sia stata raggiunta una decisione.

L’Iran dovrà aspettare «nervosamente senza sapere quando potrebbe arrivare l’attacco, proprio come ha fatto fare lo stesso a Israele», ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu a una riunione dei ministri del Likud. «Israele risponderà all’attacco dell’Iran ma lo farà in maniera saggia e non di pancia».

Anche il capo di stato maggiore dell’esercito israeliano Herzi Halevi ha affermato che l’attacco non rimarrà senza risposta. Parlando dalla base dell’aeronautica di Nevatim nel sud di Israele, rimasta danneggiata nell’attacco, Halevi ha detto che: «Il lancio di così tanti missili, missili da crociera e droni verso il territorio israeliano deve ricevere una risposta». Ma anche lui non ha specificato una linea di condotta, né ha fornito una tempistica.

Intanto gli alleati di Israele, pur condannando fermamente le azioni dell’Iran, hanno esortato il governo di Benjamin Netanyahu a mostrare moderazione. Attraverso il portavoce della sicurezza nazionale John Kirby, il governo degli Stati Uniti ha ripetuto che se e come rispondere spetta al governo di Israele, ma che il presidente statunitense Joe Biden non vuole un ulteriore allargamento e peggioramento del conflitto. Le cancellerie europee e alcuni Stati arabi continuano a invitare Israele alla cautela, nel tentativo di scongiurare una escalation regionale.

Il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin ha fatto sapere di aver parlato ieri con il suo omologo israeliano Yoav Gallant per discutere «delle conseguenze degli attacchi senza precedenti dell’Iran del 13 aprile che le forze statunitensi, israeliane e partner hanno contrastato in un’operazione difensiva combinata». Nella conversazione, Austin ha «ribadito il fermo sostegno degli Stati Uniti alla difesa di Israele» e «riaffermato l’interesse condiviso dei due Paesi per la stabilità regionale».

L’ex capo della Cia David Petraeus ha dichiarato al programma World Tonight di BBC Radio 4 che Washington non vuole mettere a rischio il benessere dell’economia globale con qualsiasi ritorsione israeliana contro l’Iran.

Il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian, durante un colloquio telefonico con l’omologo cinese Wang Yi, ha assicurato che Teheran è consapevole dei rischi ed è pronta a esercitare moderazione. Poi, parlando con il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, ha detto che «risponderà immediatamente e con più forza in caso di rappresaglia israeliana».

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