Qualcosa si muoveIl manifesto europeista (e draghiano) degli adulti del Pd

In risposta all’editoriale de Linkiesta, Pier Maran racconta l’iniziativa politica con Lia Quartapelle e Giorgio Gori per delineare una via pragmatica verso un federalismo europeo ed eleggere innovatori europeisti tra le fila del Partito democratico

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Pubblichiamo la risposta di Pierfrancesco Maran, assessore del Comune di Milano delegato a Casa e Piano quartieri, all’editoriale del direttore de Linkiesta Christian Rocca

Caro direttore,
è evidente che le elezioni europee dell’8-9 giugno aprono una stagione con implicazioni considerevoli per il nostro futuro, al di là del destino dei singoli leader o dei singoli partiti, come delinei nel tuo editoriale. I cambiamenti e le crisi di questo terzo millennio, da quella climatica a quella che mette in discussione la tenuta stessa della pace e delle democrazie parlamentari, come forma migliore di governo per garantire sviluppo, diritti ed equità sociale, hanno reso inevitabile la necessità di una profonda revisione politica (prima ancora che istituzionale) dell’Unione europea.

L’ingresso dell’Ucraina nell’Ue, le ingenti risorse richieste per gli investimenti nella transizione ambientale e digitale, il necessario innovare delle forme della democrazia partecipativa, le sfide per mantenere il nostro sistema insieme competitivo e solidale, richiederanno decisioni coraggiose e tempestive.

Come richiamato anche da Mario Draghi, dal 10 giugno nelle istituzioni e nella politica europea serve «un cambiamento radicale»: le forze innovatrici ed europeiste dovranno impegnarsi in un patto costituzionale e in un nuovo trattato secondo la logica della «linea di divisione» – a cui ci richiamava il Manifesto di Ventotene – fra innovatori e immobilisti, fra federalisti e nazionalisti.

Per preparare questo salto di qualità, con Anna Catasta, Laura Specchio, Franco D’Alfonso, Lia Quartapelle e Pietro Bussolati con cui a Milano sin dai tempi di Giuliano Pisapia lavoriamo saldamente su posizioni di sinistra e di governo, pure venendo da formazioni politiche diverse, ci siamo impegnati nel delineare una via pragmatica verso un federalismo europeo. 

Abbiamo elaborato un manifesto per il cambiamento radicale in Europa a cui hanno aderito convintamente Giorgio Gori, il consigliere regionale della Liguria Roberto Arboscello, tutta la rete civica di amministratori sindaci e liste di Liguria, Piemonte e Lombardia, che si concretizzerà in un impegno volto a eleggere innovatori europeisti tra le fila del Partito democratico. Se non emergerà una nuova corrente politica di innovatori, l’Europa resterà un’espressione geografica.

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