La carezza del Sant’UffizioLa linea del Papa su maternità surrogata e gender non deve far disperare

Se l’atteggiamento della Chiesa verso le donne che abortiscono o le persone che cambiano sesso fosse davvero paragonabile a quello tenuto dal Papa nei confronti della Russia di Vladimir Putin dopo che ha invaso l’Ucraina, allora possiamo dormire anche sonni tranquilli, scrive Francesco Cundari nella newsletter “La Linea”. Arriva tutte le mattine dal lunedì al venerdì più o meno alle sette

Nella dichiarazione «Dignitas infinita» pubblicata ieri, il Dicastero per la dottrina della fede ha fatto un lungo elenco di violazioni della dignità umana, che vanno dalla guerra all’aborto, dalla teoria del gender all’eutanasia, fino alla maternità surrogata. Accostamenti che per ovvie ragioni non potevano entusiasmare la comunità lgbt e più in generale chi sperava in una maggiore apertura della Chiesa di Papa Bergoglio.

Io però non sono sicuro che i delusi abbiano ragione di disperare. Se infatti l’atteggiamento della Chiesa verso le donne che abortiscono o le persone che cambiano sesso fosse davvero paragonabile a quello tenuto dal Papa nei confronti della Russia di Vladimir Putin dopo che ha invaso l’Ucraina, bombardato le sue città, torturato i civili e rapito i loro bambini, tutto considerato, direi che i suddetti peccatori possono dormire tra due guanciali.

Questo è un estratto di “La Linea” la newsletter de Linkiesta curata da Francesco Cundari per orientarsi nel gran guazzabuglio della politica e della vita, tutte le mattine – dal lunedì al venerdì – alle sette. Più o meno. Qui per iscriversi.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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