Se quedaIl premier spagnolo Sánchez ha deciso di non dimettersi

Dopo cinque giorni di riflessione personale, oggi il leader del Psoe ha comunicato di voler rimanere alla guida del governo nonostante le accuse di corruzione mosse alla moglie Begoña Gómez. Ieri migliaia di persone si sono nuovamente riversate nelle strade di Madrid

LaPresse

Dopo cinque giorni di riflessione personale, oggi il premier spagnolo ha comunicato di non volersi dimettere in seguito alle accuse di corruzione mosse alla moglie Begoña Gómez. «Vogliamo esprimere la nostra gratitudine per le espressioni di solidarietà ricevute da ogni parte. Grazie a questa mobilitazione, ho deciso di rimanere alla guida della Presidenza. Si tratta di decidere che tipo di società vogliamo essere. Il nostro Paese ha bisogno di questa riflessione. Per troppo tempo abbiamo lasciato che la melma contaminasse la nostra vita pubblica»

Mercoledì Sánchez aveva scritto una lunga e inusuale «lettera ai cittadini» annunciando cinque giorni di «riflessione» e minacciando le dimissioni, dopo l’apertura dell’inchiesta giudiziaria nei confronti della moglie, accusata di corruzione e traffico di influenze da un sindacato di estrema destra. «Dietro ogni politico c’è una persona e io, non mi vergogno a dirlo, sono un uomo profondamente innamorato di mia moglie che vive con impotenza il fango che le viene gettato addosso», ha scritto il premier che finora aveva resistito ad ogni insulto. Implacabile con gli avversari, sia da destra sia con la vecchia guardia del suo stesso partito, fatta fuori senza pietà dopo che avevano cercato di far fuori lui.

Ieri migliaia di persone si sono nuovamente riversate nelle strade di Madrid per esprimere il sostegno al premier e fermare il «gesto estremo» del leader. Gli slogan erano «No te vayas» (non andartene), «No te rindas» (non arrenderti) e l’intramontabile «No pasarán». Le manifestazioni erano partite sabato, davanti alla sede del Partito socialista. Anche il mondo della cultura si è mobilitato, con il regista Pedro Almodóvar che ha omaggiato «il più resistente dei nostri presidenti».

Le piazze hanno continuato a riempirsi in varie città. Massima concentrazione a Valencia, finita lo scorso anno nelle mani dell’alleanza destra-destra. In serata sono tornati di nuovo in piazza a Madrid dietro lo striscione «Per amore della democrazia». Commenti opposti da parte degli avversari. Per il leader del Partito popolare, Feijóo, Sánchez «rappresenta il passato, qualsiasi cosa decida di fare». Mentre il leader di Vox, Abascal, lo considera «un imbarazzo internazionale».

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