Cultura in verticaleL’irresistibile evoluzione dei webtoon coreani

Le ragioni del successo sono da ricercare anche nell’uso del colore, una differenza chiave rispetto ai manga tradizionalmente in bianco e nero. Mese dopo mese, questi fumetti digitali stanno diventando il genere più rappresentativo della cultura pop coreana

Interno di un vagone qualsiasi della metropolitana di Tokyo o di un’altra grande città giapponese. Basta guardarsi intorno per scorgere, con tutta probabilità, qualcuno intento a leggere un manga sullo smartphone, facendo scrolling in verticale sullo schermo. Fin qui tutto normale. E invece, c’è il cinquanta per cento di possibilità che su quello schermo non scorra un manga, bensì un webtoon, i fumetti digitali sudcoreani. Pensati appositamente per uno schermo, che sia quello di un laptop, di un tablet o, più verosimilmente, di uno smartphone. 

A riportare questa percentuale così lusinghiera per i webtoon è il professore Hong Yoon-pyo del Chungkang College of Cultural Industries della città sudcoreana di Icheon, ospite della ventiduesima edizione del Florence Korea Film Fest, svoltosi a Firenze a fine marzo. La parabola dei fumetti coreani e in particolare dei webtoon, divenuti il genere più rappresentativo della cultura pop coreana, prosegue il professore, non è stata però sempre questa. Perché fino ai primi anni 2000 l’importazione eccessiva dei manga dal Giappone, mercato cinque volte più grande di quello coreano, ha schiacciato le possibilità di quelli coreani. 

Ma da allora le cose sono cambiate, e con il quaranta per cento di crescita dei webtoon ogni anno si è giunti al boom odierno, sorprendente per gli stessi addetti ai lavori sudcoreani. Le ragioni di tale successo sono da ricercare anche nel modo in cui si sviluppa il fumetto: non più in orizzontale ma in verticale, in quanto si è capito che il senso diverso giovi alla comprensione della trama del fumetto. E poi l’uso del colore nei webtoon, a differenza dei manga tradizionalmente in bianco e nero. Inoltre, nella realizzazione delle vignette in digitale, possono ben essere inserite anche animazioni ed effetti sonori. 

Il successo dei webtoon in  Corea del Sud è andato a discapito dei manga, i fumetti cartacei, visto che circa i tre quarti dei lettori preferiscono ormai leggerli in digitale. L’importanza raggiunta dai fumetti coreani ha spinto il Florence Korea Film Fest a contemplarli nella kermesse fiorentina, affiancandoli ai tradizionali film cinematografici, e a organizzare la mostra di webtoon, allestita nelle sale Ginori di Palazzo Medici Riccardi, Webtoon Wonderland – L’Era dei Webtoon che coesiste con i Video, che ha presentato una carrellata di disegni tra quelli oggetto della mostra di fine corso del Chungkang College, a dicembre 2023. 

Ph Arturo Di Casola

Quest’ultimo è il più grande istituto della Corea del Sud, in cui si insegnano – insieme ad altre sei discipline, tra cui giochi, moda, arte e fumetti cartacei – i fumetti digitali in ogni loro aspetto, e che richiamano ogni anno duecento nuovi iscritti. Il Chungkang è solo la punta di diamante di un sistema formativo che, nel paese coreano, dispone di ben sessanta scuole in cui si insegna l’arte del fumetto. Per esservi ammessi è necessario, vista la forte competizione esistente, già padroneggiare una buona tecnica. E non ultima la salute psicofisica, visto l’impegno che richiede il lavoro di fumettista. Anche l’attenzione del governo coreano è determinante nel successo del medium webtoon: organizzando un festival e prevedendo misure ad hoc, con gli obiettivi di portare il fatturato del settore da 1,9 miliardi di dollari dell’anno scorso ai 2,9 entro il 2027 e di accrescere le esportazioni.

Non potevano restare a guardare le grandi piattaforme di streaming come Netflix, che come nel caso di Squid Game – serie però non legata ai webtoon -– stanno portando all’attenzione del grande pubblico storie e aspetti della società sudcoreana. Il fenomeno della serializzazione, non nuovo ma che sta prendendo sempre più piede, riguarda specialmente webtoon di successo come Sweet Home, scritto da Kanbee Kim e illustrato da Yeongchan Hwang, uscito come drama in prima stagione su Netflix nel 2020, in seconda nel 2023 e in attesa della terza quest’anno. 

Ph Arturo Di Casola

Anche All of us are dead, webtoon pubblicato nel 2009, uscito come serie tv in prima stagione nel 2021, è in attesa della seconda stagione, già programmata. Nel drama la storia inizia parlando della diffusione di un virus sconosciuto in una scuola, e sviluppa poi il tema della natura umana. Anche Baekdu, famoso fumettista coreano, dopo aver firmato disegni e regia del fumetto Dokgo, sta ora vedendo serializzate altre sue storie. Del resto anche il film che ha aperto l’ultima edizione del Florence Korea Film Fest, Concrete Utopia, campione d’incassi in Corea del Sud, è stato ispirato da un webtoon, Cheerful Outsider, nella cui trama un terremoto devastante fa crollare tutto, lasciando in piedi un solo condominio.

L’incrocio tra serie televisive, web drama e webtoon risponde alla tendenza moderna di non considerare più i media singolarmente, ma insieme. Creando le premesse per la nascita di un nuovo medium in cui si fondono diverse modalità di espressione: fumetto, drama, animazione e tutti gli altri.

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