PassepartoutNon più solo macarons per la Michelin, ora è il turno delle chiavi

La guida rossa trova un nuovo modo di avvicinarsi ai lettori, alla ricerca di un concetto di ospitalità che premia esclusività, unicità e capitale umano

Lo aveva preannunciato qualche mese fa e ora il mistero delle “chiavi” è finalmente svelato. La guida più famosa del mondo, quella che fino a oggi aveva fatto tremare solo chef e ristoratori, ora è arrivata a toccare anche hotel e settore ospitalità. La Guida Michelin infatti ha finalmente presentato le prime Chiavi Italiane, un selezione degli hotel migliori del nostro Paese scelti da un team di ispettori sulla base di soggiorni o visite anonime svoltesi negli ultimi mesi.

Un nuovo modo di avvicinarsi ai propri lettori, a tutti quegli estimatori che hanno fatto de La Rossa un punto di riferimento per le loro esperienze di viaggio, alla ricerca di un concetto di ospitalità unico nel suo genere. In questa prima edizione nazionale, sono 146 le strutture a ricevere la menzione, mentre sono oltre cinquecento gli hotel generici consigliati a tutto tondo nella guida. Solo otto insegne hanno ricevuto le tre chiavi, trentuno indirizzi le due chiavi e centosette hanno guadagnato una chiave. Una gamma diversificata di alloggi, di format, di progetti, che spaziano dagli edifici nei borghi migliori d’Italia, ai palazzi storici, alle costruzioni rurali riqualificati, i borghi diffusi, i grandi hotel di catena, i boutique hotel, quelli più di design o tendenza e, chiaramente, le icone del lusso alberghiero italiano che tutto il mondo ci invidia.

«Con questo riconoscimento, la Guida Michelin ha aperto un nuovo capitolo nel servizio che fornisce ai viaggiatori da ormai 124 anni […] Ogni struttura premiata con una, due o tre Chiavi è un gioiello gestito con talento da grandi professionisti. Utilizzando le piattaforme digitali della Guida, i viaggiatori possono filtrare la loro ricerca e prenotare gli hotel della selezione per soggiorni che ci auguriamo siano indimenticabili» ha dichiarato Gwendal Poullennec, direttore internazionale della Guida Michelin.

Quale significato attribuire alle singole chiavi? Un po’ come succede per i macarons della guida ristoranti, anche in questo caso, le chiavi rivelano le strutture che all’interno di una selezione di hotel già presenti in guida, offrono i soggiorni più straordinari e memorabili. Quelli capaci di regalarci un ricordo duraturo nel tempo e veramente esclusivo. Una chiave Michelin significa un soggiorno speciale, un luogo che può rompere gli schemi offrendo qualcosa di diverso o semplicemente primeggiare, in qualità e servizi, rispetto a strutture di equivalente fascia di prezzo.

Due chiavi costituiscono invece un soggiorno eccezionale, un luogo straordinario sotto ogni punto di vista. «Un hotel di carattere, personalità e fascino, gestito con passione e notevole cura» si legge sulle comunicazioni ufficiali. Le tre chiavi Michelin sono invece la celebrazione di indirizzi non plus ultra in termini di comfort, servizio, stile ed eleganza. Un’eccellenza per l’Italia, ma assolutamente capace di distinguersi anche a livello mondiale, per una destinazione da mille e una notte e un soggiorno indimenticabile.

Come per i ristoranti, anche gli hotel vengono selezionati attraverso l’applicazione di cinque criteri: eccellenza nell’architettura e nel design degli interni, individualità, personalità e autenticità; qualità e solidità del servizio, del comfort e della manutenzione; rilevanza della struttura nell’ambito della località in cui si trova;  coerenza tra il prezzo e l’esperienza offerta.

Le tre Chiavi italiane sono sparse per tutto il paese e con un discreto mix di tipologia di struttura e gestione. La prima nomina va al JK Palace Capri, un boutique hotel a picco sul mare con sole ventidue stanze firmate dall’architetto Michele Bönan, in stile country British. Restando in Costiera, il San Pietro di Positano è una realtà che non poteva restare esclusa. Nella sua eleganza tradizionale e imperante, resta una delle location più strabilianti di sempre in cui ritrovarsi al tramonto, per un aperitivo.

Si cambia totalmente scenario arrivando nella Civita di Bagnoregio, nel Lazio in provincia di Viterbo, dove cinque sole camere si sono aggiudicate il più alto riconoscimento della guida. Corte della Maestà è un boutique hotel di sole cinque camere ricavato nell’antica residenza vescovile del borgo, restaurato e arredato con pezzi di antiquariato e arte.

Il Castello di Reschio, che domina le colline umbre di Lisciano Niccone, accoglie gli ospiti in una serie di camere e suite dal design impeccabile, rilassante e particolarmente lussuoso. Sempre in zona centro-Italia, Massimo Bottura colpisce ancora e il suo Casa Maria Luigia entra nella top eight delle Tre Chiavi italiane. Il suo bed and breakfast di lusso, ricco di opere d’arte, design, spazi all’aperto come piscina e campi da tennis rappresenta un esempio unico in Italia e le sue dodici camere sono ambitissime sin dall’apertura.

In Toscana, a Montalcino, si trova Rosewood Castiglion Del Bosco, che oltre ad avere un ristorante stellato possiede anche un orto e una scuola di cucina. L’hotel vive inserito in una tenuta agricola di duemila ettari, che include anche un’azienda vinicola.

Infine a Venezia, l’Aman Venice ha conquistato gli ispettori per l’opulenza dei suoi interni rinascimentali, i dettagli d’epoca e il lusso del comfort moderno. Proprio e solo a Venezia, un’altra nomination, che non poteva che andare allo storico Cipriani a Belmond Hotel, sulla riservata e intima Isola della Giudecca.

Analizzando la classifica per regioni, la Toscana è in vetta con trentadue indirizzi, segue la Campania con diciotto, il Lazio con diciassette, Lombardia e Trentino Alto-Adige a sedici. Dopo Francia, Stati Uniti (Atlanta, California, Chicago, Colorado, Florida, New York, Washington DC), Spagna e Italia, le Chiavi saranno annunciate in Giappone il 4 luglio 2024. Altre destinazioni seguiranno nel corso dell’anno.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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