Delayed gratificationIl processo a Donald Trump in Florida è stato rinviato a tempo indeterminato

La giudice Aileen Cannon ha posticipato a data da destinarsi il procedimento contro l’ex presidente degli Stati Uniti, accusato di aver nascosto documenti top secret nella sua residenza in Florida. Mentre continuano le udienze al tribunale di New York del caso Stormy Daniels

LaPresse

Il processo a Donald Trump in Florida è stato rinviato a tempo indeterminato. La decisione è stata presa martedì dalla giudice Aileen Cannon, nominata dallo stesso Trump nel 2020. L’ex presidente degli Stati Uniti è imputato per quaranta capi di accusa federali per aver conservato illegalmente documenti sensibili sulla sicurezza nazionale degli Stati Uniti nella sua tenuta di Mar-a-Lago in Florida, dopo aver lasciato la presidenza nel gennaio 2021. E soprattutto per aver ostacolato gli sforzi degli agenti federali nel recuperarli.

Il sorprendente rinvio riduce notevolmente le possibilità che Trump possa affrontare un processo in uno dei due casi penali federali a suo carico prima delle elezioni presidenziali del 5 novembre in cui sfiderà il presidente in carica Joe Biden. E se il candidato del Partito Repubblicano vincesse, potrebbe ordinare al dipartimento di giustizia di ritirare le accuse federali contro di lui o garantirsi la grazia presidenziale. 

Inizialmente previsto per il 20 maggio, il processo non ha ora una nuova data di inizio, visto che le udienze preliminari sono state fissate fino al 22 luglio. Gli avvocati difensori di Trump hanno sostenuto che il processo sui documenti top secret rubati non dovrebbe iniziare almeno fino a dopo le elezioni, ma costretti dalla giudice Cannon a proporre una data alternativa per questo anno, hanno suggerito di poter iniziare il processo il 12 agosto.

L’unico processo che potrebbe terminare prima del 5 novembre è quello che dal 15 aprile si sta tenendo nel Tribunale di New York, dove Trump è accusato di aver falsificato la rendicontazione delle spese della campagna elettorale del 2016, dichiarando come consulenza legale il pagamento per il silenzio della pornostar Stormy Daniels (pseudonimo di Stephanie A. Gregory Clifford), con cui ha avuto una relazione sessuale.

Il 7 maggio Stephanie Clifford ha testimoniato al tribunale di New York descrivendo alla giuria i dettagli del suo incontro con Trump nel 2006, dal pavimento in piastrelle bianche e nere al grande tavolo di mogano al centro dell’atrio nell’albergo, per provare il fatto che i due abbiano avuto un incontro sessuale che l’ex presidente degli Stati Uniti ha sempre negato.

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