La questione unghereseI colloqui formali per l’adesione dell’Ucraina all’Europa potrebbero cominciare già a giugno

Dopo il rinvio a causa dell’opposizione di Budapest, Politico dice che l’Ue mira ora ad avviare la procedura ingresso per Kyjiv e la Moldavia il prossimo 25 giugno. I diplomatici chiedono che la conferenza intergovernativa si tenga prima che l’Ungheria assuma la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue a luglio

(LaPresse)

Quando i leader europei hanno aperto le porte dell’Europa all’Ucraina e alla Moldavia a dicembre, la mossa è stato salutata come il primo passo verso un’espansione storica dell’Unione europea. Ma il passo legale necessario per avviare i colloqui di adesione per Kyjiv e Chișinău è stato ritardato per mesi a causa delle preoccupazioni sull’opposizione ungherese e del nervosismo riguardo al fatto che l’espansione dell’Ue fosse un tema centrale delle elezioni del Parlamento europeo.

Ora, questa attesa dovrebbe finire. Secondo cinque diplomatici sentiti da Politico a condizione di anonimato, l’Europa punterebbe ad avviare colloqui formali di adesione per Ucraina e Moldavia già il 25 giugno, data del vertice del Consiglio europeo.

Dietro le quinte, i diplomatici dell’Ue e di Kyjiv starebbero lavorando intensamente per cercare di convincere il governo ungherese a dare la sua approvazione all’apertura dei negoziati per l’adesione dell’Ucraina.

L’apertura dei colloqui darebbe un sostegno morale all’Ucraina, che sta combattendo l’invasione russa su vasta scala da più di due anni e che si trova in un momento di grande difficoltà sul fronte militare.

Dopo i colloqui di aprile tra Andriy Yermak, capo dell’ufficio del presidente ucraino Zelensky, e il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó, «le parti hanno notato la dinamica positiva del dialogo», spiegano fonti ucraine. Kyjiv ha risposto a un elenco di undici punti stilato da Budapest e sta aspettando la risposta dell’Ungheria.

Un diplomatico europeo ha ipotizzato che l’Ungheria potrebbe voler risolvere la questione dei colloqui di adesione dell’Ucraina prima di assumere la presidenza di turno semestrale del Consiglio dell’Ue a luglio. «C’era la sensazione di non farlo prima delle elezioni [del Parlamento europeo del 9 giugno, ndr] perché poteva diventare una questione elettorale», ha detto il diplomatico. «Ora stiamo cercando di farlo a giugno. Se siete ungheresi, in fondo preferireste che [le discussioni sull’adesione dell’Ucraina] non avvenissero durante la presidenza».

Dopo che i leader europei hanno dato il via libera politico a Kyjiv, il prossimo passo nel processo di adesione sarà quello di avviare colloqui formali attraverso una conferenza intergovernativa con l’Ucraina. Ciò rappresenterebbe l’apertura dei negoziati di adesione. Perché ciò accada, i paesi dell’Ue devono concordare un cosiddetto quadro negoziale. Le 27 capitali stanno discutendo su quel documento da quando la Commissione europea lo ha inviato loro a marzo.

Finora i negoziati a livello tecnico stanno andando bene, hanno detto due diplomatici, e si aspettano che nelle prossime settimane venga inviata una nuova bozza agli ambasciatori presso l’Ue in modo che possano risolvere le questioni più spinose.

I diplomatici chiedono che la conferenza intergovernativa si tenga prima che l’Ungheria assuma la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue a luglio.

Il primo ministro ungherese Victor Orbán finora è stato il più grande ostacolo interno al continuo sostegno dell’Ue all’Ucraina negli ultimi due anni. Ha più volte minacciato di bloccare le decisioni sui finanziamenti dell’Ue a Kyjiv, sui negoziati di adesione e sulle sanzioni contro la Russia. Prima di accettare il quadro negoziale, Budapest vuole maggiori garanzie sul miglioramento della tutela giuridica delle minoranze in Ucraina. Allo stesso tempo, però l’Ungheria punta a una presidenza di successo del Consiglio dell’Unione europea.

I belgi, che attualmente hanno la presidenza di turno, stanno anche cercando di convincere l’Ungheria che questo è anche il loro interesse politico. Tra l’altro, l’Ungheria potrebbe poi utilizzare uno dei diversi metodi per bloccare in seguito l’adesione dell’Ucraina, se lo volesse. I funzionari belgi hanno ora stilato una bozza per la conferenza intergovernativa del 25 giugno, pochi giorni prima che Budapest assuma la presidenza il primo luglio. Ma «come sempre, è impossibile prevedere cosa farà l’Ungheria finché non avremo notizie dallo stesso Orbán», dice uno dei diplomatici a Politico.

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