Dissonanze in armonia Nel vino come nel jazz

Saper mettere in equilibrio le note contrastanti è un’arte, vale per la musica e vale per il gusto

Foto di Aarón Blanco Tejedor su Unsplash

Nelle proprie composizioni musicali, il pianista jazz americano Lafayette Gilchrist adotta un’interpretazione felicemente creativa della teoria della dissonanza, ricavandone combinazioni armoniose di suoni in apparenza contrastanti.

«Life has a lot of dissonance» dichiarò alla redattrice del portale musicale Bandcamp Daily Ashawnta Jackson, intendendo significare che anche nella vita, così come nella musica, le associazioni di elementi tra di loro opposti, come la tristezza e il piacere, oppure la semplicità e la sofisticatezza, possono produrre risultati di particolare fascinazione.

Questa è una lezione importante per chi voglia indagare i segreti del vino. In molti vini, infatti, l’equilibrio scaturisce dall’incontro fruttuoso di multiformi asperità, che prese una per una potrebbero risultare sgradite, e invece, quando siano fuse con provvida sapienza, si rivelano apportatrici di una fulgida bellezza.

Vino consigliato

Toscana Chardonnay “Torricella”, Ricasoli 1141

È un giocoliere, questo vino, un equilibrista. Gioca con i contrasti, li doma e ne trae l’armonia.

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