Il ballo delle preferenzeChi è stato eletto al Parlamento europeo

Il nome più scritto sulle schede è quello di Giorgia Meloni, che però cederà il suo posto. Nel Pd emergono i buoni risultati di Cecilia Strada e Antonio Decaro, mentre fa flop Tarquinio. Mezzo milione di consensi per Vannacci

Lapresse

Dai primi scrutini emergono alcuni risultati evidenti, il Nord è sempre più terra di Fratelli d’Italia a danno della Lega, al Sud cresce il Partito democratico nonostante i numeri dei Cinquestelle, nelle isole vince soprattutto l’astensionismo. In queste prime certezze si possono leggere successi e fallimenti dei singoli candidati.

Giorgia Meloni, come era facile pronosticare, è il nome più riportato sulle schede elettorali, con oltre due milioni di preferenze secondo le previsioni. Era prevedibile anche perché era capolista in tutte le cinque circoscrizioni. La premier però lascerà il suo seggio ad altri componenti delle liste. Ottimi numeri anche per Matteo Renzi, che supera le centocinquantamila preferenze nonostante la lista Stati Uniti d’Europa sia rimasta al di sotto della soglia di sbarramento del quattro per cento.

E se il Partito democratico è secondo partito del Paese, la sua segretaria Elly Schlein, candidata al Centro e nelle isole, non supera le duecentomila preferenze. Meglio di lei fa ad esempio Stefano Bonaccini, che nella sua Emilia porta a casa quasi il doppio delle schede. Sempre nel Partito democratico spiccano i numeri di Antonio Decaro, sindaco di Bari, al centro di una polemica dai risvolti giudiziari durante la campagna elettorale. Anche lui dovrebbe superare le quattrocentomila preferenze. Ed è anche il suo nome a fare della Puglia la seconda roccaforte «rossa» dopo l’Emilia Romagna e più della Toscana.

Nel Pd spicca invece in negativo il risultato di Marco Tarquinio – schierato su posizioni indecorose sull’Ucraina, critico in materia di diritti per le coppie omosessuali – che rischia di non essere eletto, non arrivando alle trentamila schede nel Centro, e superato da sei compagni di partito. Al contrario gli elettori dem hanno premiato la candidatura di Cecilia Strada al Nord Ovest, che raccoglie oltre duecentotrentacinquemila voti e supera nettamente il secondo arrivato, il sindaco uscente di Bergamo Giorgio Gori

Nella stessa circoscrizione ci sono anche il mezzo milione abbondante di voti raccolto da Roberto Vannacci con la Lega e i circa centoquindicimila di Ilaria Salis, che ne aggiunge altri quarantaduemila al Sud, per la lista Verdi-Sinistra.

In Forza Italia il grosso delle preferenze è andato a Antonio Tajani, che però non supera quota centomila se non nel Mezzogiorno.

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