Soft touchIl G7 deve disegnare con l’India il nuovo ordine globale

Con la sua crescita economica, popolazione giovane e posizione strategica Delhi è un partner chiave per il Gruppo dei Sette in un contesto globale in cambiamento, caratterizzato da tensioni geopolitiche e necessità di nuove soluzioni

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Questo è un articolo dell’ultimo numero di Linkiesta Paper – La democrazia in India, in edicola a Milano e Roma e ordinabile qui.

In quanto pilastri portanti dell’“architettura” emergente nella regione indopacifica, i Paesi del cosiddetto Quad (il Dialogo quadrilaterale di sicurezza, un’alleanza strategica informale tra Australia, Giappone, India e Stati Uniti, ndr) hanno stilato un’agenda per la creazione di un ordine internazionale basato sulle regole che garantisca una regione indopacifica libera e aperta, il rispetto del diritto internazionale (e in particolare dell’Unclos, la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare), la libertà di navigazione e di sorvolo, la sicurezza marittima e la connettività. Tutto ciò è in linea con le politiche di alcuni Paesi del G7, ma è necessario approfondire la possibilità di collaborazioni più attive e significative.
Il G7 si occupa principalmente di questioni economiche, ma vi sono anche alcune altre questioni solo apparentemente di altra natura che vanno affrontate con urgenza: l’interoperabilità, la sorveglianza delle coste in funzione di contrasto al terrorismo, l’attenzione per quanto concerne il controllo degli oceani (il riferimento è a quanto sta succedendo nel Mar Rosso), la sicurezza informatica, la non proliferazione nucleare e la collaborazione nell’esplorazione dello spazio che deve essere condotta per scopi pacifici.
Molti di questi temi fanno già parte fin dal 2004 del dibattito aperto tra l’Ue e l’India e sono stati toccati anche nel loro quindicesimo summit tenutosi nel 2020. E rientrano anche nel programma Crimario dell’Ue, volto ad accrescere la consapevolezza della situazione marittima nell’Oceano Indiano. Nel complesso, ci si aspetta che il vertice di Putignano stimoli il convergere delle politiche del G7, dell’India e di altri Paesi che hanno visioni analoghe, al fine di superare le turbolenze che scuotono l’ordine globale e la stabilità di molte regioni del mondo, non solo per quanto concerne le questioni economiche, ma anche per guidare lo sviluppo di un nuovo ordine per gli anni a venire. E il soft touch dell’Italia e dell’India sarà determinante per plasmare l’ordine internazionale per il mondo che verrà.

Questo è un articolo dell’ultimo numero di Linkiesta Paper – La democrazia in India, in edicola a Milano e Roma e ordinabile qui.

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