Scenari per l’UcrainaLa Cina dovrebbe pagare per il sostegno alla guerra di Putin, dice Stoltenberg

Il segretario della Nato ha spiegato alla Bbc che Pechino dovrebbe subire conseguenze pesanti per il suo supporto all’aggressione della Russia contro l’Ucraina. Sono in corso colloqui per stabilire delle nuove sanzioni. Il presidente russo, intanto, va in visita in Corea del Nord

(AP Photo/Mark Schiefelbein)

La Cina dovrebbe affrontare le conseguenze del sostegno alla guerra della Russia in Ucraina. Lo ha detto alla Bbc il segretario della Nato Jens Stoltenberg durante una visita a Washington in cui ha incontrato il presidente americano Joe Biden. Pechino, ha spiegato, «sta cercando di ottenere entrambe le cose» sostenendo lo sforzo bellico della Russia e cercando anche di mantenere rapporti con gli alleati europei. «Questo non può funzionare a lungo termine».

Stoltenberg ha spiegato che sono in corso colloqui su possibili sanzioni contro la Cina. Pechino, ha proseguito, «condivide molte tecnologie, come la microelettronica, che sono fondamentali per la Russia per costruire missili, armi che usano contro l’Ucraina». Ma «a un certo punto, dovremmo considerare una sorta di costo economico se la Cina non cambia il suo comportamento».

Pechino è già soggetta ad alcune sanzioni per il suo sostegno alla Russia: il mese scorso gli Stati Uniti hanno annunciato restrizioni che avrebbero preso di mira circa venti aziende con sede in Cina e Hong Kong.

La Cina ha difeso i suoi affari con Mosca, affermando che non vende armi letali e che «gestisce con prudenza l’esportazione di prodotti a duplice uso in conformità con le leggi e i regolamenti».

Intanto, dopo la visita in Cina del mese scorso, il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato che sarà in visita in Corea del Nord per due giorni a partire da oggi.

La Russia è diventata sempre più isolata sulla scena mondiale da quando ha lanciato la guerra su vasta scala con l’Ucraina nel 2022. Putin ha ripetutamente affermato che l’equilibrio di potere dell’Occidente sta cambiando e ha lavorato per rafforzare i legami con leader che la pensano allo stesso modo.

«La Russia in questo momento si sta allineando sempre di più con leader autoritari», ha detto Stoltenberg alla Bbc, citando Iran, Cina e Corea del Nord. La Corea del Nord ha inviato proiettili di artiglieria alla Russia, e in cambio la Russia ha fornito tecnologia avanzata per i programmi missilistici e nucleari.

In un intervento al Wilson Center a Wahington, Stoltenberg ha insistito sulla necessità di un maggiore impegno dell’Occidente per sostenere Kyjiv. Ha spiegato che «l’Ucraina resta vicina alla Nato e potrà entrare senza ritardi quando sarà il momento».

Stoltenberg ha poi anticipato che «quest’anno oltre 20 Paesi tra i 32 che fanno parte della Nato raggiungeranno l’obiettivo di spesa per la difesa» concordato dall’Alleanza atlantica che equivale ad almeno il 2% del loro Pil: un record dovuto proprio alla guerra in Ucraina. Prima dell’invasione decisa da Vladimir Putin, solo sei Paesi membri avevano infatti livelli di spesa in linea con le richieste.

Il segretario dell’Alleanza ha commentato anche le sue dichiarazioni al Telegraph, secondo le quali la Nato potrebbe prendere in considerazione l’aumento del numero di testate nucleari schierabili come deterrente contro le crescenti minacce provenienti da Russia e Cina. «L’obiettivo della Nato è un mondo senza armi atomiche ma finché esisteranno tali armi noi rimarremo un’alleanza nucleare, perché un mondo in cui Russia, Cina e Corea del Nord hanno armi atomiche e la Nato no è un mondo più pericoloso», ha detto ancora Stoltenberg. «Lo scopo della Nato non è combattere la guerra, lo scopo è prevenirla».

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