Ago della bilanciaLa firma della ministra dell’Ambiente austriaca sulla natura europea

Al posto di astenersi, seguendo la linea ufficiale del cancelliere, Leonore Gewessler ha votato a favore della Nature restoration law. Una scelta dettata dall’imminente campagna elettorale nazionale? Probabile, ma al Pianeta non importa: il pilastro del Green deal, seppur depotenziato, è salvo soprattutto grazie a lei

LaPresse

Dalla newsletter settimanale di Greenkiesta (ci si iscrive qui) – «Tra venti o trent’anni mostrerò alle mie nipoti la bellezza del nostro Paese e di questo continente. A quel punto, loro mi chiederanno: “Tu cos’hai fatto quando era in gioco tutto?”. Io voglio poter rispondere di aver fatto tutto il possibile».

La notizia verde della settimana è indubbiamente l’approvazione, durante il Consiglio Ambiente, della Nature restoration law (qui potete approfondire l’importanza di questo elemento cardine del Green deal). E il personaggio green della settimana non può che essere lei, Leonore Gewessler, ministra austriaca per l’Ambiente, l’Energia e la Mobilità in quota Verdi, che ha disobbedito agli ordini del cancelliere Karl Nehammer e sconvolto mezza Europa: al posto di astenersi come da programma, la politica originaria di Graz ha votato a favore della legge sul ripristino della natura, approvata definitivamente grazie al suo “tasto verde”.

Italia, Paesi Bassi, Svezia, Finlandia, Ungheria e Polonia hanno votato contro, mentre il Belgio si è astenuto: senza il “sì” austriaco, la norma sarebbe definitivamente naufragata a causa del mancato raggiungimento della maggioranza qualificata. Leonore Gewessler sapeva di essere l’ago della bilancia e ha regalato alla presidenza belga del Consiglio dell’Ue un finale da film che, al netto delle concessioni per placare gli agricoltori, farà bene al Pianeta: la nuova legge, tra le altre cose, impone l’obbligo di riportare almeno il venti per cento della superficie marina e terrestre allo stato originale entro il 2030, ripristinando la biodiversità e l’equilibrio ecosistemico di una volta. 

Non sappiamo, invece, cosa succederà alla ministra dell’Ambiente austriaca. Potrebbe essere la fine della sua carriera politica o il segnale della consacrazione definitiva a livello nazionale e internazionale. In Austria la coalizione di governo vede protagonisti il Partito popolare austriaco (ÖVP) di centrodestra (quello del cancelliere Nehammer) e i Verdi (quello della ministra Gewessler): l’esecutivo non sembra sul punto di cadere, ma a settembre in Austria ci sono le elezioni legislative e per Gewessler potrebbe essere già cominciata la campagna elettorale. 

Questa storia non finirà qui: il cancelliere Nehammer ha presentato due reclami alla Corte di giustizia dell’Unione europea, chiedendo l’annullamento del voto (ma il Consiglio dell’Ue ritiene sia valido) e accusando la ministra di abuso d’ufficio. Gewessler, tuttavia, difende la sua innocenza aggrappandosi a una legge nazionale sulla necessità di una posizione unanime da parte di tutti gli Stati federati austriaci in merito ai temi ambientali; lo Stato di Vienna pare non fosse allineato agli altri sulla Nature restoration law, quindi la ministra era teoricamente libera di votare a suo piacimento durante il Consiglio Ambiente. 

Al netto delle dinamiche politiche, però, al Pianeta non interessano i motivi che hanno spinto Leonore Gewessler a ignorare la posizione ufficiale del cancelliere. La Nature restoration law è passata. E, per ora, va bene così.

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter