Le parole sono importantiTogliere il diritto all’aborto dalle conclusioni del G7 è un attacco contro le donne, dice Picierno

In una intervista a Repubblica, la vice presidente del Parlamento europeo ha commentato le pressioni del governo italiano sulla nota che concluderà il summit di Borgo Egnazia tra i leader delle più avanzate economie del mondo

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Secondo la vice presidente del Parlamento europeo Pina Picierno, la decisione del governo italiano di eliminare il riferimento al diritto all’aborto nelle conclusioni del G7 è un attacco alle donne e alle convenzioni internazionali. «È un tentativo molto grave perchè l’aborto sicuro e legale è uno dei diritti fondamentali delle donne, sancito dalle convenzioni internazionali e dalle risoluzioni del Parlamento Ue. Meloni non perde occasione per attentare ai diritti delle donne e che lo faccia la prima donna presidente del Consiglio che l’Italia abbia avuto è particolarmente penoso», ha detto Picierno in una intervista a Repubblica. 

L’eurodeputata del Partito democratico che è stata appena rieletta a Bruxelles e Strasburgo dopo le ultime elezioni europee, nella scorsa legislatura è stata relatrice della risoluzione Ue per inserire il diritto all’aborto sicuro e legale nella Carta dei diritti fondamentali europei, esortando tutti i Paesi dell’Unione a rendere possibile l’aborto legale sulla base delle linee guida della Organizzazione mondiale della Sanità. «Il diritto all’aborto ha subito nel nostro Paese erosioni importanti. I Paesi del G7 non possono accettare una dichiarazione in cui venga limitato un diritto fondamentale sancito dalle convenzioni internazionali».

Secondo Picierno la presenza delle associazioni anti abortiste nei consultori, misura voluta dal governo Meloni, è «odiosa perché introduce un elemento destabilizzante. Le donne in un momento così delicato non possono essere condizionate e la loro libertà deve essere garantita. Il diritto di scelta e autodeterminazione delle donne diventa difficile o quasi impossibile».

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