Troll digitaliLa guerra ibrida della Russia all’Europa per delegittimare le elezioni Europee

Con un’intensa campagna di disinformazione e fake news, il Cremlino sta provando a far crescere l’astensionismo screditando le istituzioni europee

Lapresse

In rete circola una miriade di notizie false sull’Unione europea. Si dice che le istituzioni di Bruxelles vogliano vietare agli automobilisti di far riparare le loro vecchie auto, o che intendano limitare il numero di voli che le persone possono prendere, fino a imporre delle quarantene climatiche in stile Covid. Ovviamente nessuna di queste cose è vera, sono fake news, disinformazione creata ad arte da chi vuole destabilizzare l’ambiente politico europeo sotto elezioni – che formalmente iniziano oggi, nei Paesi Bassi, sabato in Italia. E dietro tutto questo c’è la mano del Cremlino.

Non è la prima volta che la Russia interferisce con un’elezione democratica in Occidente, è già successo negli Stati Uniti e anche in Europa, Regno Unito compreso. Se c’è stato un piccolo cambiamento è che le nuove strategie sembrano ancora più sofisticate, passando dalle fake news da far circolare sui social ai parlamenti nazionali e al dibattito pubblico in senso più ampio.

«L’intelligenza artificiale e i deepfake stanno rapidamente diventando gli strumenti preferiti da coloro che cercano di diffondere false narrazioni», si legge sul sito della Cnn. «Vengono pubblicati sempre più spesso siti clone di importanti testate europee, comprese il Guardian e la Bild, e questi diventano veicoli per diffondere contenuti fuorvianti e falsi. Ci si concentra su storie false per influenzare gli atteggiamenti su argomenti come le guerre in Ucraina e Gaza». Ma nell’ultimo periodo il clima è stato un ottimo vettore per le fake news: di recente un sito web realizzato per somigliare molto alla Bild raccontava di un fantomatico incidente di un ciclista causato dal fatto che il governo tedesco avesse spento l’illuminazione a causa di una crisi energetica alimentata dalle sanzioni contro la Russia. Ovviamente la storia è stata smentita da numerosi media tedeschi, ma ha continuato a diffondersi su Facebook a lungo.

In fondo, anche questa è guerra. È una guerra ibrida che la Russia sta facendo all’Europa, per delegittimare l’Ue e rendere le istituzioni comunitarie e nazionali meno solide e meno credibili agli occhi degli elettori. La speranza di chi fa disinformazione è infatti quella di alzare il livello di astensionismo in tutta Europa. Un modo per poter dire che l’Unione non conta e che comunque i risultati elettorali sono inficiati dalla scarsa affluenza.

I Paesi europei maggiormente sotto attacco sono i più grandi, Germania, Francia e Italia – che da soli rappresentano quasi la metà degli elettori chiamati alle urne in questi giorni. E come scrive Repubblica, alcuni dei partiti che operano in questi Stati, in particolare il Rassemblement National di Marine Le Pen e l’Afd tedesca considerata neonazista, sono stati già coinvolti in inchieste giudiziarie per collusioni con Mosca.

«Solo nel mese di maggio e solo sulle piattaforme di Zuckerberg sono stati individuati almeno 275 profili “Pro-Russia” che hanno colpito in modo particolare Italia (1,5 milioni di account raggiunti), Francia (quasi un milione di account), Germania (oltre 400 mila) e Polonia (quasi 400 mila)», si legge nell’articolo firmato da Claudio Tito. «L’obiettivo è unico: far fallire il fronte europeista e rafforzare tutti i partiti antisistema».

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