SoumissionIl pericoloso antisemitismo della estrema sinistra francese

Il noto cacciatore di nazisti Serge Klarsfeld ha deciso di votare il Rassemblement National al secondo turno delle elezioni perché ritiene il partito di Mélenchon influenzato dall'odio verso gli ebrei. Sembra un paradosso, ma Le Pen rischia di essere percepita come l'alternativa per contrastare il separatismo islamico in Francia

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Serge Klarsfeld, ebreo, famosissimo in Francia per la sua attività di cacciatore di nazisti ha suscitato un enorme clamore perché ha dichiarato che al primo turno voterà, come ha sempre fatto, per Renaissance, il partito centrista di Emmanuel Macron, ma che al secondo turno voterà per il Rassemblement National di Marine Le Pen. La ragione di questa dichiarazione che ha sconvolto molti è netta: «L’asse della mia vita è la difesa della memoria ebraica, la difesa degli ebrei perseguitati, la difesa di Israele, valori incompatibili con un’estrema sinistra che è sotto l’influenza di La France Insoumise, con accenni di antisemitismo e violento antisionismo».

Nei fatti, Serge Klarsfeld, a cui si devono i processi contro alcuni tra i più feroci collaborazionisti di Vichy e quello famosissimo contro Klaus Barbie, il boia di Lione, posto di fronte alla scelta tipica del sistema elettorale a doppio turno tra il partito di Jean Luc Mélenchon e quella tra il partito di Jordan Bardella e Marine Le Pen che si riproporrà in centinaia di seggi il 30 giugno opterà per il partito di estrema destra perché a suo parere questi è cambiato rispetto alle origini, facendo i conti con la propria storia e schierandosi oggi al fianco di Israele e a difesa delle comunità ebraiche francesi. Questo, mentre il partito la France Insoumise, secondo a oggi nei sondaggi, è invece alfiere convinto di un nuovo antisemitismo diffuso.

Una scelta non isolata, quella di Serge Klarsfeld, secondo quanto riporta Le Figaro, condivisa da non pochi appartenenti alla comunità ebraica tradizionalmente di centro o anche di sinistra. Una scelta che forse sarà condivisa persino, di nuovo con grande clamore, dal famosissimo intellettuale liberale, e critico del multiculturalismo, Alain Finkielkraut, punto di riferimento della cultura non dogmatica francese. Questi, ebreo ed erede di internati ad Auschwitz, ha recentemente dichiarato a Le Point che sta prendendo in esame il voto per il partito di Marine Le Pen descrivendo così la sua scelta, comunque definita «da incubo»: «Non è ancora il caso, ma forse a più o meno lunga scadenza sarò costretto a questo voto se non ci sarà alternativa».

 È fondamentale notare che queste prese di posizione che rompono gli schemi sono motivate non solo o non tanto dalla affidabilità democratica piena a difesa dall’antisemitismo del partito di Marine Le Pen, ma dalla certezza che il forte partito La France Insoumise di Jean Luc Mélenchon si è volutamente, chiaramente e cinicamente fatto interprete del più bieco antisemitismo islamico per intercettare come riesce a fare il voto di milioni di elettori di origine maghrebina e islamica. È questo un nuovo antisemitismo perché unisce e salda il tradizionale antisemitismo della sinistra post-sovietica e antimperialista col millenario antisemitismo islamico propugnato da milioni di immigrati in Francia di origine maghrebina. 

Una scelta strumentale che è emersa con chiarezza il 12 novembre del 2023 quando la France Insoumise di Jean Luc Mélenchon ha rifiutato di partecipare alla immensa manifestazione contro l’antisemitismo dopo il pogrom del 7 ottobre in Israele promossa in tutta la Francia dai presidenti dell’Assemblée Nationale e del Senato. Manifestazione a cui ha invece e subito aderito Marine Le Pen e il suo Rassemblement National. Da allora in poi, infinite sono state le manifestazioni di antisemitismo di Jean Luc Mélenchon e dei suoi parlamentari a partire dal rifiuto di definire terrorista Hamas, considerata e applaudita come «organizzazione della resistenza».

Dunque, in Francia, assistiamo a un fenomeno nuovo e inquietante che fa evolvere radicalmente i connotati storici dell’antisemitismo europeo: un grande partito francese di sinistra, in piena sintonia con il clima di soumission felicemente profetizzato da Michel Houellebecq, fa propria la tradizione plurisecolare di odio per gli ebrei presente nell’islam ed entra così in piena sintonia elettorale con i cittadini musulmani immigrati di prima, seconda e terza generazione e se ne avvantaggia nel voto. Una nuova, diabolica miscela.

Questo, nel paese in cui una ragazzina di dodici anni è stata violentata a Courbevoie, nella profonda periferia francese, da tre suoi coetanei per punirla dell’essersi dichiarata musulmana, mentre era ebrea. I tre le hanno ingiunto di «giurare su Allah» che non avrebbe fatto parola della violenza subìta. Questo, nel paese, la Francia, in cui gli atti di antisemitismo dopo il 7 ottobre sono aumentati del trecento per cento, quasi sempre riconducibili a esponenti della comunità maghrebina, anche se con cittadinanza francese da anni o addirittura da decenni.

È questo, dunque, un nuovo antisemitismo di matrice islamica pienamente innestato in un paese europeo, un fenomeno tanto nuovo quanto dirompente. Ancora più grave e pericoloso in quanto è fatto proprio, introiettato e legittimato dalla più grande forza della gauche francese come è la France Insoumise.

Per contro, Marine Le Pen e Jordan Bardella, nonostante le loro radici hanno gioco facile nell’accreditarsi come nemici dichiarati dell’antisemitismo in un paese che è convinto al sessantatré per cento, sondaggio Ifop, che la «sostituzione etnica» sia in atto, cioè che la Francia vada verso un futuro nel quale la componente islamica si faccia sempre più egemone.

Di fatto, il recente contrasto all’antisemitismo da parte di Marine Le Pen e del suo Rassemblement National coincide con il contrasto al separatismo di una componente massiccia dell’immigrazione che anche dopo due o tre generazioni pretende di imporre la superiorità delle norme shariatiche su quelle costituzionali francesi. Contrasto al separatismo islamico che peraltro è pienamente condiviso anche da Emmanuel Macron e dai suoi elettori, che infatti in buona parte voteranno per il partito di Marine Le Pen in un contesto di motivazione al voto nel quale il tema dell’immigrazione viene subito dopo quello del caro vita.

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