Non plus ultraIntimità e attitudine zen per un soggiorno in una delle proprietà più esclusive di Francia

Due giorni trascorsi circondati da opere d’arte, parchi naturali e vigneti, accompagnati dall’eleganza di una proposta gastronomica firmata Hélène Darroze

Vi siete chiesti come mai non passi mai la voglia di visitare la Francia? Non parliamo delle sue principali città quanto realmente delle campagne, della brughiera, le tortuose Calanques piuttosto che i mille borghi di Bretagna e Normandia. Ogni volta è un viaggio nel viaggio, ogni proprietà è curata, graziosa, fiorita e tutto ai nostri occhi sembra sempre perfetto. Non sono così numerose le realtà che all’interno di un’unica proprietà riescono a concentrare ottimo cibo, buone vigne, ospitalità di prima qualità e arte contemporanea. Progetti culturali a tutti gli effetti, diversificati tra loro e con più livelli di lettura ma capaci di attirare persone con interessi anche molto diversi tra loro e tutte accumunate da un fil rouge. La bellezza.

Château La Coste è uno degli esempi più rappresentativi di quella che, in potenza, potrebbe essere una delle visioni più sensate e attuali di sviluppare, e successivamente gestire, un’attività vitivinicola. Incastonata nella Provenza, a metà strada tra la storica cittadina di Aix-en-Provence, patria di Cézanne, e il famoso Parco Naturale del Luberon, Villa La Coste è immersa nel verde, nel cuore del vigneto biodinamico Château La Coste, meta internazionale per appassionati di arte, enogastronomia e paesaggio. Questo domain occupa quasi duecento ettari di terreni, in parte vitati e in parte protagonisti di una incredibile collezione d’arte contemporanea con opere di artisti internazionali e mostre estemporanee site specific.

Oltre al museo – parzialmente a cielo aperto e caratterizzato dall’impeccabile disegno di Tadao Ando – e a un auberge appena inaugurato ideale per gruppi e famiglie, avventurandosi nella proprietà si attraversano sentieri, campi e uva fino ad arrivare in una parte più riservata. Villa La Coste è un’oasi esclusiva di ospitalità, evasione e gastronomia, in cui trascorrere due o più giorni immersi nei boschi, circondati di oggetti di design, materiali nobili e opere. Un boutique hotel dove ogni villa suite raggiungere quasi gli ottanta metri quadrati, dove ogni ambiente è realizzato con toni tenui, scale di bianco e grigio, giochi di luce sensuali ad ogni stagione e grande privacy.

La filosofia dietro a questa scelta è quella di offrire all’ospite molto più che una stanza, diventando qualcosa di radicalmente diverso per layout architettonico e comfort. Tutte le ventotto soluzioni sono definite villa-suite, talvolta a due ambienti talvolta con l’aggiunta di una piscina privata, tutti indistintamente luminosi, fatti di open space, spazi all’aperto e aree relax. Un luogo dove la presenza estranea è assente, il servizio non è percepito ma in realtà, il rapporto personale-ospiti è talmente sbilanciato verso il secondo da farvi costantemente sentire dei re. La mattina scorre lenta, tra un bagno caldo, la colazione in camere e un po’ di attività fisica.

Il pomeriggio è votato all’arte, alle degustazioni in cantina, alle passeggiate al parco e, in bella stagione, a un tuffo in piscina e qualche bracciata. Il corpo principale della struttura ha un impianto piuttosto minimalista, squadrato, con piani sovrapposti che scendono progressivamente verso la valle e accolgono nell’ordine una SPA, una sala giochi, un’area riservata di salottini e chiacchiere e dulcis in fundo, un ristorante. È a questo punto che entra in gioco una delle maggiori professioniste nonché rappresentati della cucina francese moderna, Hélène Darroze.

Il fine dining Hélène Darroze à Villa La Coste è il fiore all’occhiello di questo indirizzo, un luogo pensato in perfetta sintonia e continuità con il resto dell’edificio e in dialogo con il circostante. La sala del ristorante Le Louison prende il nome dall’imponente opera di Loiuse Bourgeois sospesa sopra i tavoli e perno per il resto degli arredi. Le grandi vetrate affacciano sull’esterno, dove in bella stagione ci si trasferisce per un drink di apertura alla cena.

A differenza di altri indirizzi in cui la chef bretone propone una cucina particolarmente intrisa di tradizione e grandi materie prime, a Villa La Coste è il vegetale a fare da protagonista. Il centro della ricerca, dello studio e della composizione di ogni nuovo menu sono proprio i vegetali prodotti da piccoli produttori rintracciati in zona e qui valorizzati con il minimo intervento. Colore, consistenze, imperfezioni, note balsamiche, minerali, verdi, ogni ortaggio viene trattato nel massimo rispetto del suo Dna di gusto e con tempi brevissimi tra consegna e consumo.

Thomas Pezeril, executive chef della struttura e in contatto con la Darroze già dal 2014, è colui al quale si deve di fatto l’impostazione attuale del menu, con un lavoro sinergico con la chef mentor ma che trova in questo particolare luogo geografico, delle condizioni perfette per lavorare su piccola scala, produzioni di nicchia, selezioni ad hoc. Dopo un passaggio da Anne Sophie Pic, un’esperienza al The Connaught con la chef e cinque anni intermedi trascorsi a Lione, Thomas è stato richiamato in vista dell’inaugurazione del nuovo progetto nel 2021. Molto del lavoro di scouting locale e approvvigionamento di prodotti unici nel loro genere si deve proprio a questi ragazzo appassionato a questo territorio, alle sue sfumature vegetali e botaniche. La sua meticolosità e il rispetto applicato nel trattare ogni singolo ingrediente è esemplare e vede, nell’elaborazione della ricetta, la presa di coscienza verso lo stile di Hélène e allo stesso tempo l’evoluzione verso in piatti dove ogni prodotto è rispettato e proposto nella sua pienezza di gusto.

I piatti sono eleganti, minimali il giusto e con un’estetica che trova dei rimandi agli impiattamenti più visti della chef francese, molto vegetali, dove l’ortaggio o il legume diventano il centro di partenza per l’elaborazione del piatto. Via la referenza lussuriosa cliché (falsa gourmand ormai) e spazio alla freschezza, ai piatti sbilanciati verso l’acidità naturale, alla bontà del lavoro di produttori di nicchia, alla vita brevissima di certi prodotti, alla diversità di una specie nella stessa categoria di appartenenza.

Per chi conosce bene il lavoro della Darroze negli altri suoi avamposti europei, Villa La Coste è destination che si differenza totalmente dai precedenti, corredato di grande prestigio architettonico e una piacevole carezza di sapori. A sostegno della proposta culinaria trovate il cocktail bar guidato dal navigato Benjamin Robert. Con esperienze in tutto il mondo dall’Europa al Canada, dall’Australia alla Spagna fino alla Francia, offre una proposta cocktail degna di un fine dining stellato. In costante dialogo con il team di cucina, potendo contare su un laboratorio di produzione al passo con i tempi e un solido know how, Benjamin è riuscito a comporre una cocktail list tecnicamente impeccabile, floreale, low abv, con un ampio panorama di spirits e un valido percorso di pairing con il menu degustazione.

Fatevi un regalo e concedetevi due giorni qui. Abbandonate la macchina e fatevi intrattenere dalle mille attività di Château La Coste perché le idee si schiariscono grazie all’arte, i polmoni respirano a contatto con la natura e il vostro umore torna positivo per il buon cibo e il buon vino che ci circonderanno.

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