Guida a sinistraDa stamattina Keir Starmer è il primo ministro britannico più potente dai tempi di Tony Blair

È il giorno dopo la riconquista del governo britannico dopo 14 anni. Maggioranza schiacciante per i laburisti che lasciano i tories a corto di seggi, mentre Farage contribuisce a depotenziare l’intera destra

Intorno alle sette di questa mattina il partito laburista aveva conquistato 408 seggi: la maggioranza. Ne bastavano 326. Il giorno dopo, la vittoria è certa, e le facce di vincitori e vinti dicono tutto. Le 650 circoscrizioni del Regno Unito hanno seguito le previsione degli exit poll con pochi scostamenti e la valanga di voti laburisti di Keir Starmer pone fine ai 14 anni di isolamento del partito, dai tempi di Tony Blair (eletto nel 1997).

«We did it!» è la prima dichiarazione pubblica del nuovo premier, «avete supportato la campagna elettoraale, avete combattuto, avete votato, e ora è arrivato il momento: il cambiamento inizia ora. Ecco a che cosa servono quattro anni e mezzo di lavoro, ad avere un partito laburista cambiato, pronto a servire il nostro Paese, pronto a riportare la Gran Bretagna al servizio dei lavoratori».

E il giorno dopo è adesso, con la cronaca che diventa cerimoniale. Alle nove il dimissionario Rishi Sunak è a Buckingham Palace da re Carlo. E due ore dopo è Starmer a far girare le sliding doors con l’obiettivo di chiedere al sovrano il permesso di formare il nuovo governo in suo nome. Poi, a casa, a Downing Street con una maggioranza schiacciante di oltre 82 sui Conservatori. I grandi sconfitti del giorno sono i Tories che piangono sulla loro peggiore disfatta elettorale di sempre. Ed è Rishi Sunak a prendersi pubblicamente la responsabilità della devastante performance del governo conservatore alle urne.

Il Grande fardello se n’è andato, dice Starmer, «vi siete svegliati più leggeri, sollevati da un peso, finalmente rimosso». Il fardello è rappresentato da Liz Truss, Jacob Rees-Mogg, Alex Chalk, Gillian Keegan, Johnny Mercer, Penny Mordaunt e Grant Shapps i tories di spicco che hanno perso i loro seggi in una notte di euforia e fuochi d’artificio.

E poi ci sono i Liberal Democratici di Ed Davey, diventati il terzo partito più grande nella Camera dei Comuni, con almeno 68 seggi nel nuovo parlamento. Quasi dimenticati i risultati disastrosi nel 2019.

Anche la Scozia ha premiato i laburisti: bocciato l’SNP, il Partito Nazionale Scozzese è un partito politico britannico di orientamento nazionalista: il partito ha preso soltanto 8 parlamentari, perdendone 37, al momento.

Il Green Party of England and Wales ha raggiunto i quattro parlamentari, che erano l’obiettivo. Così entrambi i leader Carla Denyer e Adrian Ramsay saranno in parlamento

Nigel Farage con il suo Reform ha vinto a Clacton e aumentato i consensi nel Paese. Il partito Reform è ufficialmente la spina nel fianco dei Conservatori.

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