
«È stato il più grande onore della mia vita servire il Paese come vostro presidente, e anche se era mia intenzione lavorare per essere rieletto, credo che sia nell’interesse del mio partito e del Paese, dimettermi e concentrarmi esclusivamente sull’adempimento dei miei doveri di Presidente per il resto del mio mandato». Così Joe Biden, alle 19,46 ora italiana di domenica 21 luglio, ha comunicato la sua rinuncia alla candidatura alle prossime elezioni presidenziali del 5 novembre.
Nella lettera pubblicata su X, Biden ha ribadito gli obiettivi che è orgoglioso di avere raggiunto. Cita gli investimenti importanti fatti per ricostruire l’economia della nazione e portarla dov’è oggi, in una posizione di grande e inscalfibile potenza. Fiero di aver reso accessibile i farmaci alle fasce più deboli della popolazione, di aver fatto passare una legge sulle armi che mette in sicurezza il popolo americano, di aver protetto con forza la democrazia americana e rafforzato i legami con il resto del mondo.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha commentato su X la decisione del presidente degli Stati Uniti: «Saremo sempre grati alla leadership del presidente Biden. Ha sostenuto il nostro Paese durante il momento più drammatico della storia, ci ha aiutato a impedire a Putin di occupare il nostro Paese e ha continuato a sostenerci durante questa terribile guerra». Il primo ministro canadese Justin Trudeau ha definito Biden un “vero amico” del suo paese. Altri leader mondiali, tra cui il presidente israeliano Isaac Herzog e il primo ministro giapponese Fumio Kishida, hanno riconosciuto il contributo di Biden alla stabilità globale e alla promozione della democrazia.
Dopo l’annuncio di Biden, la vice presidente degli Stati Uniti Kamala Harris ha dichiarato ufficialmente la sua candidatura alla presidenza, ricevendo immediatamente il sostegno di numerosi esponenti di spicco del Partito democratico, tra cui il governatore della California Gavin Newsom della California e la governatrice del Michigan Gretchen Whitmer, considerati da settimane possibili candidati. Numerosi senatori democratici, inclusi Raphael Warnock della Georgia e Mazie Hirono delle Hawaii, hanno già espresso il loro sostegno a Harris.
Anche il New Democrat Coalition, un gruppo di moderati democratici, ha appoggiato la vice presidente, così come l’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton e sua moglie Hillary: «Siamo onorati di unirci al presidente nell’appoggiare la vicepresidente Harris e faremo qualsiasi cosa per sostenerla». Tuttavia Harris non ha ricevuto un endorsement ufficiale dall’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama che in una nota pubblicata poco dopo l’annuncio di Biden ha dichiarato: «Ho straordinaria fiducia che i leader del nostro partito saranno in grado di creare un processo dal quale emergerà un candidato eccezionale», senza citare Harris.
L’account Twitter della campagna di Biden è stato rinominato @KamalaHQ, e il suo team ha cominciato a contattare i delegati del partito per assicurarsi il loro sostegno. La piattaforma di raccolta fondi democratica ActBlue ha raccolto 46,7 milioni di dollari nelle prime sette ore dopo l’annuncio di Biden. Il Comitato Nazionale Democratico si riunirà mercoledì per organizzare il processo di selezione del nuovo candidato, assicurando un processo «aperto, trasparente, equo e ordinato».
«Noi dobbiamo guardare con grande serenità agli Stati Uniti, un grande Paese amico. Chiunque sarà il prossimo presidente noi ci lavoreremo bene, sia Trump, sia Harris. Stiamo ancora lavorando bene con l’amministrazione Biden e avevamo lavorato bene con quella di Trump», ha commentato il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
