Tbilisi, EuropaI successi della Nazionale alimentano le speranze europee della Georgia

Nonostante la sconfitta con la Spagna, la storica qualificazione della squadra di calcio agli ottavi di finale di Euro 2024 ha unito il paese, diviso dalla contestata legge russa. La testimonianza a Linkiesta di Aram, giovane allenatore che vive al confine con Armenia e Azerbaigian

LaPresse

«L’intera Georgia è in festa: tutti hanno guardato la partita, moltissimi riuniti nel cortile di casa con i vicini, mentre chi passeggiava nelle grandi città passava davanti ai maxischermi e sentiva di stare assistendo alla storia in diretta». Al fischio finale di Georgia – Portogallo, la partita che regala a Kvaratskhelia e compagni il passaggio agli ottavi di Euro 2024, è fortissima l’emozione che scaturisce dalle parole di Aram Akopian, trenta anni, allenatore di calcio in un piccolo villaggio nel distretto di Marneuli: «Non ho visto la partita a casa mia e a un certo punto mi ha chiamato mia madre, la stava guardando da sola e voleva commentare con me le parate di Mamardashvili, dicendomi che abbiamo davvero un portiere fenomenale».

Dopo essere approdata per la prima volta alla fase finale di una competizione internazionale, la squadra georgiana ha conquistato il suo primo punto grazie al pareggio contro la Repubblica Ceca e poi il primo, straordinario successo per 2-0 contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo. Roba da non credere alla vigilia, quando il semplice essere in Germania per la fase finale del campionato europeo rappresentava per la Georgia il traguardo più prestigioso, raggiunto tra l’altro al termine di una battaglia sportiva con la Grecia, battuta solo ai calci di rigore: «A mio parere il 26 marzo (il giorno della partita contro gli ellenici, ndr) dovrebbe essere riconosciuto come nuova festa nazionale», spiega Aram a Linkiesta. «Il Paese è orgoglioso, probabilmente non c’è persona che non guardi e faccia il tifo per la Georgia. Da quando ho memoria, il nostro popolo non è mai stato così unito, e tutto questo è merito dei ragazzi della nostra nazionale»

Per Aram gli europei di calcio rappresentano un’occasione senza precedenti per la sua gente, un momento di catarsi collettiva, una rigenerazione e una riscoperta di Sakartvelo (così i georgiani chiamano la loro patria) come un’entità capace di percepirsi unica. «Ovunque tu vada, a prescindere che siano uomini, donne o bambini, si parla solo di calcio. È incredibile, c’è un’atmosfera di festa straordinaria: mi ricordo che in questi giorni ero al mercato e delle signore molto anziane discutevano fra loro della partita della nazionale!».

Dal 26 marzo al 26 giugno, passando per l’anniversario dell’Indipendenza georgiana che – guarda un po’ – cade proprio un altro giorno 26, nel mese di maggio: in tre mesi i successi della nazionale biancorossa si intrecciati alle sorti di un intero Paese sceso in piazza per protestare contro le politiche liberticide e antidemocratiche del governo. Il casus belli è stato la tanto avversata legge russofila sugli agenti stranieri, così chiamata perché ispirata a un’omonima normativa promulgata a Mosca nel 2012 e che consente di schedare le Ong che ricevono oltre il venti per cento dei propri finanziamenti dall’estero. 

Per il governo, una mossa fondamentale a garanzia della sicurezza nazionale. Per gran parte dei georgiani, una mossa maldestra e pericolosa che mette a rischio l’integrazione del Paese nell’Unione europea. Nel 2023, infatti, la Repubblica presieduta da Salomé Zourabichvili ha ottenuto lo status di candidato ma le politiche del governo guidato da Sogno Georgiano, il partito fondato dal miliardario Bidzina Ivanishvili, minacciano di vanificare gli sforzi di Tbilisi per entrare nell’Unione.

Ma se le proteste di piazza sono state represse con forza dal governo, ecco che il calcio ha il potere di guidare una festosa rivoluzione proprio in quel panorama europeo a cui guardano in tantissimi. Abbiamo chiesto a Aram se, secondo lui, date le recenti tensioni nel Paese, i risultati della nazionale a Euro 2024 possano in qualche modo rappresentare un risvolto politico nell’avvicinare sempre di più la Georgia all’Ue: «Assolutamente sì, penso proprio che sia un grande passo avanti per l’integrazione del nostro Paese perché vogliamo entrare a far parte della famiglia europea», la sua risposta convinta.

Sul potere taumaturgico del pallone si sono spesi fiumi d’inchiostro ma per i georgiani questa sembra essere una meravigliosa verità. La casa di Aram e il campo da calcio in cui allena gli under 13 si trova a Tsiteli, non lontano dal confine tra Azerbaigian e Armenia: «La nostra regione è molto ricca di persone e culture diverse e per questo bellissime. Nella vita quotidiana così come nella pratica sportiva il nostro rapporto è piuttosto buono, soprattutto i bambini stanno sempre insieme e fra loro non si percepisce alcuna differenza anche se provengono da altri Paesi»

Il racconto della sua attività di allenatore è pieno di aneddoti, a partire dal torneo itinerante in cui la sua squadra è attualmente impegnata e che ha portato i ragazzi a giocare fin nella Repubblica indipendentista filorussa dell’Abkhazia, nell’estremo lembo nordoccidentale della Georgia. Lo scorso anno, invece, la sfida allo stereotipo del calcio femminile: «Viviamo in una zona rurale e qui sotto tanti aspetti c’è poco o nulla di divertente. Abbiamo creato un gruppo di ragazze in un villaggio di campagna: all’inizio è stato piuttosto difficile e abbiamo dovuto superare anche molti pregiudizi. Adesso queste ragazze non si allenano più attivamente come un anno fa ma la maggior parte di loro gioca a calcio, magari anche da sola, lo segue e va pure allo stadio».

Dai sobborghi di Marneuli fino allo stadio di Gelsenkirchen, il calcio si dimostra ancora una volta capace di abbattere le barriere e unire popoli anche molto diversi tra loro. «Questo mi rende felice perché il calcio è per tutti», ha detto Aram commentando il successo della sua squadra femminile. Di certo, questi campionati europei hanno dimostrato che l’Europa dei grandi è anche per la Georgia. Intanto quella del pallone, con la speranza che lo stesso valga anche per quella con le dodici stelle su sfondo azzurro.

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter