
Il Parlamento europeo ha deciso di confermare Ursula von der Leyen come presidente della Commissione europea. Con quattrocentouno voti a favore, duecentottantaquattro contrari, quindici astenuti e sette nulle. La maggioranza degli eurodeputati riuniti a Strasburgo ha confermato la scelta del Consiglio europeo, garantendo altri cinque anni di governo alla politica tedesca. Gli eurodeputati hanno espresso la loro preferenza tramite schede elettorali e non con il voto elettronico; un metodo che ha richiesto tempi più lunghi del previsto dopo la votazione delle 13.00. Per essere riconfermata presidente della Commissione europea, von der Leyen aveva bisogno almeno della maggioranza assoluta del Parlamento europeo: almeno trecentosessantuno su settecentoventi. Von der Leyen ne ha ottenuti quaranta in più del necessario. Se non avesse vinto, la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, avrebbe invitato il Consiglio europeo a proporre un altro candidato entro un mese.
La “maggioranza Ursula” – composta dal Partito popolare europeo (Ppe), Socialisti e democratici (S&D) e Renew Europe – include quattrocentouno eurodeputati, quindi il bis della politica tedesca, Spitzenkandidat del Ppe, rappresentava fin da subito lo scenario più probabile. In mattinata i Verdi, che contano cinquantatré eurodeputati, avevano pubblicamente sostenuto la candidatura di von der Leyen.
L’appoggio da parte di Fratelli d’Italia, che fa parte del gruppo di Ecr (Conservatori e riformisti), è stato teoricamente irrilevante. Il partito della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è stato l’unico a non aver espresso pubblicamente il voto in Aula, riservandosi di comunicarlo una volta ottenuti i risultati. Le altre forze politiche italiane al Parlamento europeo hanno comunicato in anticipo il loro appoggio o bocciatura: Partito democratico (S&D), Forza Italia (Ppe) ed Europa verde (Verdi) hanno votato a favore di Ursula von der Leyen, mentre Lega (Patrioti per l’Europa), Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana (The Left) hanno votato contro.
I partiti italiani di destra e centrodestra, invece, sembrano tutti d’accordo sulla nomina di Raffaele Fitto, ministro per gli Affari europei, le Politiche di coesione e il Pnrr, a Commissario europeo:«Se sarà nominato parleremo con Meloni per capire chi prenderà il suo posto e come verranno redistribuite le sue deleghe», ha spiegato al Corriere Antonio Tajani, leader di Forza Italia e ministro degli Esteri.
Il programma di von der Leyen
Prima della riconferma, Ursula von der Leyen ha delineato al Parlamento europeo riunito a Strasburgo il suo programma per i prossimi cinque anni. Tra la retorica ispiratrice e i momenti emotivi, la presidente della Commissione ha delineato un piano dettagliato su una vasta gamma di settori, promettendo la creazione di due nuovi commissari: uno per il Mediterraneo e uno per gli alloggi.
Competitività economica e innovazione
Von der Leyen ha posto un forte accento sulla necessità di rafforzare la competitività economica dell’Europa. Ha promesso di ridurre la burocrazia, creando un mercato unico più profondo e meno burocratizzato, con ogni Commissario responsabile di ridurre gli oneri burocratici nel proprio settore e nominando un vicepresidente per coordinare questo lavoro. Introdurrà anche un controllo rinnovato delle Piccole medie imprese e della competitività come parte del pacchetto di strumenti per una migliore regolamentazione, riconoscendo che le Pmi sono il cuore dell’economia europea.
Il primo grande passo sarà il nuovo Clean Industrial Deal, che verrà proposto nei primi cento giorni del mandato per incanalare investimenti nelle infrastrutture e nell’industria, promuovendo settori ad alta intensità energetica. Questo accordo contribuirà a creare mercati di punta per l’acciaio pulito e la tecnologia pulita, accelerando la pianificazione, le gare d’appalto e le autorizzazioni. Inoltre, von der Leyen ha promesso di proporre un’Unione europea dei risparmi e degli investimenti per mobilitare maggiori finanziamenti privati e creare un mercato dei capitali profondo e liquido, essenziale per sostenere le start-up e promuovere la crescita economica.
Transizione energetica e Green Deal europeo
Von der Leyen ha ribadito l’impegno verso gli obiettivi del Green Deal europeo, focalizzandosi sull’implementazione. Ha sottolineato che nel primo semestre di quest’anno il 50 per cento della produzione di energia elettrica dell’UE proveniva da fonti rinnovabili e che gli investimenti in tecnologie pulite sono triplicati. Ha annunciato la continuazione degli investimenti nelle energie rinnovabili e nell’idrogeno pulito, con l’obiettivo di ridurre le bollette energetiche e contrastare la povertà energetica. L’Europa si sta decarbonizzando e industrializzando allo stesso tempo, e von der Leyen ha proposto di inserire l’obiettivo del 90 per cento di riduzione delle emissioni per il 2040 nella legge europea sul clima. Ha anche evidenziato la necessità di una strategia di gestione sostenibile delle risorse idriche, fondamentale non solo per la sicurezza alimentare ma anche per la competitività complessiva dell’Europa.
Sicurezza e difesa
Per quanto riguarda la sicurezza e la difesa, von der Leyen ha proposto la costruzione di una vera Unione Europea di Difesa, mantenendo la Nato come pilastro della difesa collettiva ma aumentando la spesa e l’efficacia della difesa europea. Ha annunciato l’intenzione di creare un mercato unico della difesa, investire di più in capacità di difesa di alto livello e sviluppare progetti europei comuni, come un sistema completo di difesa aerea. Sul fronte della sicurezza interna, von der Leyen ha promesso di raddoppiare il personale di Europol e renderla un’agenzia di polizia operativa a livello europeo. Inoltre, ha proposto di triplicare il numero di guardie di frontiera e costiere europee a trentamila unità per rafforzare la sicurezza delle frontiere esterne. Questo include anche un maggiore impegno nella protezione delle frontiere contro attacchi e provocazioni ibride.
Allargamento dell’Unione e politica estera
Von der Leyen ha espresso un forte impegno verso i Paesi dei Balcani occidentali, Ucraina, Moldavia e Georgia nei loro percorsi di adesione all’Ue, sottolineando che un’Unione più grande sarà un’Unione più forte, in grado di ridurre le dipendenze e garantire democrazia e prosperità. Ha promesso di sostenere questi Paesi con investimenti e riforme, integrandoli, ove possibile, nei quadri giuridici europei. Sul piano internazionale, von der Leyen ha chiesto un cessate il fuoco immediato e duraturo a Gaza e ha annunciato l’aumento degli aiuti umanitari fino a quasi 200 milioni di euro nel 2024, con un pacchetto pluriennale per sostenere un’Autorità palestinese efficiente, promuovendo la soluzione dei due Stati.
Politiche sociali
Von der Leyen ha riconosciuto l’importanza della qualità della vita per i cittadini europei, promettendo di sviluppare un Piano Europeo per l’Edilizia Abitativa a prezzi accessibili, con la nomina di un Commissario per gli alloggi. Ha sottolineato la necessità di un nuovo piano d’azione per il Pilastro dei Diritti Sociali, garantendo transizioni eque e buone condizioni di lavoro, rafforzando il dialogo sociale. Ha annunciato iniziative per affrontare il cyber-bullismo e l’impatto dei social media sulla salute mentale dei giovani, con indagini e interventi specifici. Ha promesso di proteggere i diritti delle donne, sviluppando una tabella di marcia per i diritti delle donne e affrontando le disparità retributive e pensionistiche.
Democrazia e Stato di Diritto
Von der Leyen ha sottolineato l’importanza di proteggere la democrazia europea dalle interferenze straniere. Ha annunciato la proposta di uno scudo europeo per la democrazia, una struttura specifica per contrastare la manipolazione e l’interferenza dell’informazione straniera. Ha inoltre promesso di rafforzare gli strumenti di cyberdifesa e garantire la trasparenza sui finanziamenti esteri alla vita pubblica. Infine la presidente ha ribadito l’impegno della Commissione nella protezione dello Stato di diritto, promettendo di intensificare l’applicazione dei suoi strumenti e di assicurarsi che il rispetto dello Stato di diritto sia un requisito per i fondi dell’UE. Ha annunciato l’intenzione di rivedere l’accordo quadro per garantire più trasparenza, responsabilità e presenza in Parlamento.