Giardini di Toscana è un marchio italiano di profumeria artistica noto per le sue creazioni uniche che catturano l’essenza della regione italiana. Fondato da Silvia Martinelli, il marchio si distingue per l’artigianalità e l’originalità, combinando tradizione e innovazione per offrire opere olfattive che evocano memorie ed emozioni.
Un brand che fino a qualche anno fa era sconosciuto ai più fino a quando, alla fine del 2015, arriva Bianco Latte. Tra le tredici referenze di Giardini di Toscana, questo eau de parfum gourmand ha rivoluzionato negli ultimi anni il mercato della profumeria di nicchia, ma anche quella mainstream.
Se dopo Angel di Thierry Mugler, nato nel 1992 dall’incontro tra lo stilista francese e il prestigioso naso Oliver Cresp, il mercato delle fragranze aveva bandito i profumi dalle note golose puntando su fioriti e fougère, negli ultimi anni Bianco Latte ha conquistato clienti di ogni Paese e età, diventando subito virale sui social. Oggi è una delle fragranze più cercate su Google, spopola su TikTok e vanta più di sessantatremila post dedicati su Instagram. Un successo che ha dato vita a un mercato di dupe, così si chiamano i profumi che nella formulazione si rifanno all’originale, ma anche a prodotti falsi.

La storia di Bianco Latte e della sua inventrice è una storia tutta italiana. È un viaggio olfattivo che ha origine in un piccolo borgo toscano nel Casentino nel lontano 1942, quando i nonni di Silvia, Giovan Piero e Emma Ducci, fondano una piccola bottega di pelletteria e fragranze ispirate alle essenze del territorio toscano. Dagli agrumi ai fiori, passando per le note legnose e le spezie, Giovan Piero, grazie alla sua esperienza di farmacista, ha composto centinaia di profumi unici, saponi e unguenti basandosi su un ricettario che tutt’oggi è conservato gelosamente dalla nipote.
Grazie al talento visionario di Irma, madre di Silvia, la bottega si trasforma sul finire degli anni Sessanta in una prestigiosa profumeria. È qui dove trascorre le giornate Silvia, tra scaffali pieni di scintillanti boccette delle maison de parfum, trucchi e cosmetici, ma soprattutto nel retrobottega dove confeziona essenze personalizzate destinate a una clientela esigente.
L’ispirazione le viene proprio dai giardini e dalla natura incontaminata, i cui odori sono evocatori di ricordi che Silvia ama racchiudere nelle sue opere olfattive. Se Bora Bora riporta alla mente paradisi tropicali lontani, Bianco Latte ricorda l’infanzia e i biscotti della nonna da inzuppare nel latte caldo o come ammette lei stessa, che raggiungo telematicamente per questa intervista: «Un abbraccio avvolgente dalle note di vaniglia». Alla nostra conversazione partecipa anche Umberto Doni, figlio di Silvia e amministratore delegato di Giardini di Toscana.
Perché il nome Giardini di Toscana?
È un omaggio alla nostra Regione, alla sua bellezza e ai suoi giardini. Amo la natura e mi piace trascorrere il tempo all’aria aperta. I giardini per me sono un’oasi di pace e serenità. Un ricordo che ho è quando da bambina in primavera mia madre mi portava in un piccolo parco vicino a casa e mi diceva di raccogliere una violetta, mangiarla ed esprimere un desiderio. Oggi sono affascinata dal giardino di Boboli a Firenze e da quello della Villa Reale di Marlia a Lucca, ma anche dai boschi e dalle foreste. Mi piace respirare gli odori di piante e fiori, sono loro che mi ispirano ogni giorno nel mio lavoro di creatrice di fragranze.

Quali sono stati i primi eau de parfum che ha creato?
Mi è sempre piaciuto dare vita a racconti olfattivi inaspettati. Nel 2010 ho creato Eremo e Madrigale, due profumi che non esistono più, mentre sul finire del 2015 abbiamo lanciato otto fragranze, tra cui Bianco Latte.
Ha sempre avuto il desiderio di diventare nez parfumeur?
Ho lavorato per più di quarant’anni nella profumeria di famiglia. Ho fatto la make-up artist, ho scritto anche un libro – “Make-Up. Tutti i trucchi del trucco” (Sovera edizioni, 2013) –, l’odore del fondotinta mi ha sempre affascinato. Spesso i miei clienti mi chiedevano di creare per loro dei profumi personalizzati che evocassero determinati ricordi. Giardini di Toscana è nato dalla voglia di sperimentare e dalla mia passione per il mondo della profumeria artistica.
Anche Bianco Latte?
Quando creo non ho in mente solo un’unica fragranza, ma tante. Questo è un processo che richiede molto tempo: dalla formulazione alla messa in commercio passano almeno due anni e bisogna fare tantissimi test. Quando finalmente trovo gli ingredienti giusti e realizzo il profumo, la prima persona ad indossarlo sono io. Ne sperimento durata e persistenza, ma soprattutto mi concentro sulle emozioni che mi trasmette. La prima volta che ho messo Bianco Latte, prima ancora che fosse disponibile per la vendita, le persone mi seguivano per strada per conoscerne il nome. Non mi era mai successo prima di allora.

Il nome così evocativo da dove nasce?
Dalla sua consistenza lattiginosa, solida e cremosa. La vaniglia, l’ambra, ma anche il muschio mi hanno dato subito l’idea di un dolce abbraccio.
Già allora si aspettava che avrebbe avuto tutto questo successo?
È stato tutto molto fluido. A esserne conquistate per prime sono state le clienti del mio negozio e poi, grazie ai rappresentanti, abbiamo iniziato a venderlo anche in altri perfume shops. Nel 2019 siamo sbarcati sull’e-commerce offrendo un discovery kit di prova e solo nel 2020 abbiamo deciso di approcciarci al mercato americano e poi a quello europeo.
Quasi tutti i nomi delle vostre fragranze spesso sono associati a un colore, come mai?
Quando creo un profumo penso sempre ad una sinestesia odore-colore. Bianco Latte mi ricorda una crema Chantilly. Celeste, invece prende il nome dalla figlia di una mia cliente ed è perfetto per evocare una giornata di sole in primavera dato che è un eau de parfum dove predomina la violetta, un fiore che sboccia a maggio.
Che cosa contraddistingue Giardini di Toscana dalle altre maison di profumeria artistica?
È un prodotto artigianale a base di materie prime naturali come oli essenziali, fiori, resine e molecole sintetiche ricreate in laboratorio. La boccetta è in vetro laccato prodotto in Italia da forni a energia rinnovabile, mentre il tappo in legno proviene da foreste sostenibili.

Bianco Latte ha rivoluzionato il mondo della profumeria contemporanea, rimettendo al centro della narrazione gli scent gourmand. Oggi è uno dei profumi più copiati da tanti marchi come se lo spiega?
Se devo essere sincera ne sono felice. Bianco Latte è una coccola olfattiva e probabilmente oggi le persone cercano questo in un profumo.
Vale anche per i dupe?
I profumi ispirati a Bianco Latte non hanno la stessa formulazione e gli ingredienti dell’originale. Noi siamo molto attenti alle materie prime che utilizziamo, pensi che in questi anni abbiamo dovuto sospendere la produzione di alcune fragranze perché non riuscivamo a reperirle, ma solo per brevi periodi per fortuna.
Mentre con i falsi Bianco Latte come vi comportate?
Abbiamo messo in guardia i clienti attraverso i nostri profili social. Le sostanze chimiche inserite all’interno per riprodurre in modo artificiale il profumo non sono certificate né specificate e quindi potrebbero nuocere alla salute.
Anche Bianco Latte è un profumo unisex?
I nostri eau de parfum sono tutti genderless e ageless. Quando creo non ho mai in mente un uomo o una donna in particolare. Bianco Latte è trasversale e piace a tutti, sia agli uomini che alle donne, a qualsiasi età. Pensi che anche le mie nipotine di tre e sei anni ne vanno matte.