Navi fantasmaIl Parlamento europeo chiede di fermare la flotta ombra della Russia che elude le sanzioni

Gli eurodeputati hanno votato a favore di una risoluzione promossa da Raphaël Glucksmann per imporre nuove limitazioni alle imbarcazioni che permettono al Cremlino di trasferire armi, greggio, denaro sporco e beni di primo consumo in tutto il mondo nonostante le disposizioni Ue

AP/Lapresse

Dopo l’inchiesta firmata da Massimiliano Coccia sulla flotta ombra della Russia che elude le sanzioni occidentali, il Parlamento europeo ha votato una risoluzione su questo tema. Linkiesta aveva pubblicato l’articolo lo scorso 4 ottobre, descrivendo il percorso e le triangolazioni delle navi che permettono a Mosca di trasferire armi, greggio, denaro sporco e beni di primo consumo in tutto il mondo.

«Con l’espressione “flotta ombra” russa si fa generalmente riferimento all’uso da parte di Mosca di vecchie petroliere, spesso non assicurate e di proprietà poco chiare, per esportare il suo petrolio greggio all’estero, nonostante le sanzioni internazionali, di Unione europea e G7. Oltre a violare le sanzioni, queste attività hanno anche sollevato timori sul potenziale di disastri ambientali», si legge nel testo con cui il Parlamento europeo presenta la risoluzione e il voto (che si è tenuto oggi, giovedì 14 novembre).

La risoluzione del Parlamento europeo chiede di imporre sanzioni mirate sulla flotta ombra della Russia, tra cui l’inserimento nella lista nera di tutte le singole imbarcazioni coinvolte, nonché di proprietari, operatori, gestori, banche e compagnie assicurative. Chiede inoltre di vietare immediatamente l’uso di imbarcazioni occidentali nel trasporto di petrolio russo e di rivalutare la cooperazione dell’Unione con i paesi extra-Ue che aiutano la Russia ad aggirare le sanzioni.

Secondo le stime del think tank ucraino KSE, negli ultimi due anni il volume di petrolio russo trasportato da navi cisterna ombra è aumentato costantemente, raggiungendo 4,1 milioni di barili al giorno nel giugno 2024 e costituendo il settanta per cento delle esportazioni marittime totali della Russia.

«La flotta ombra della Russia è un esercito di vecchie e precarie imbarcazioni che consentono alla Russia di sfuggire alle sanzioni dell’Unione sui combustibili fossili», ha detto Raphaël Glucksmann, eurodeputato del gruppo S&D e promotore di questa risoluzione. «Mosca ha investito diversi miliardi di euro per costruire questa flotta e ciò consente a Mosca di continuare ad alimentare la sua macchina da guerra contro l’Ucraina con miliardi di entrate energetiche in violazione delle sanzioni dell’Ue. E c’è di più: queste imbarcazioni non sicure che attraversano le acque europee rappresentano una minaccia imminente e elevata per l’ambiente. Stanno mettendo tutti noi a serio rischio. Si deve agire immediatamente. Chiediamo sanzioni dell’Unione europea contro tutte le imbarcazioni della flotta ombra e il divieto alle imbarcazioni europee di trasportare petrolio russo. I paesi extra-Ue complici dell’elusione delle sanzioni contro la Russia, come Cina, India e Turchia, dovrebbero vedersi imporre un costo molto più elevato per il loro sostegno alla guerra della Russia».

Pochi giorni dopo l’inchiesta pubblicata sul nostro giornale, anche il Financial Times aveva dedicato un lungo articolo alla flotta ombra di Putin. Tom Wilson, l’autore dell’articolo, aveva analizzato a fondo la questione, scoprendo anche il ruolo che hanno avuto, nell’aiutare la Russia a sfuggire alle sanzioni, anche soggetti difficilmente individuabili: un contabile britannico, un broker con sede a Londra e una società di Dubai.

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