Bratislava non è MoscaLe proteste in Slovacchia contro il collaborazionismo russo del premier Fico

Oggi il Parlamento slovacco terrà un’assemblea straordinaria per discutere una mozione di sfiducia al governo considerato prono alle richieste del Cremlino e accusato di compromettere la posizione europea del Paese

LaPresse

La sera di venerdì 24 gennaio, in diverse città della Slovacchia, sono iniziate proteste contro la politica del primo ministro Robert Fico. I cittadini slovacchi sono scesi in piazza scandendo slogan come: «La Slovacchia è Europa», «Fico vattene in Russia» e «Stop a questo governo». Le manifestazioni, organizzate dalle forze politiche di opposizione e dall’organizzazione Mier Ukrajine (Pace per l’Ucraina), chiedono le dimissioni del primo ministro. 

Marian Kulich, rappresentante dell’organizzazione, ha dichiarato ai giornalisti che i manifestanti si oppongono al «collaborazionismo di Fico con la Russia» e ribadiscono che «la Slovacchia appartiene all’Europa». Nella capitale Bratislava, circa sessantamila persone sono scese in piazza, mentre a Košice si sono registrati quindicimila partecipanti alle proteste contro le scelte politiche di Fico.

Gli oppositori del governo accusano Fico di perseguire una politica filorussa, giudicata sempre più autoritaria. Da parte sua, il primo ministro nega tali accuse, ribadendo il solido impegno della Slovacchia all’interno dell’Unione europea e della Nato. Tuttavia, Fico ha già chiuso il programma slovacco di aiuti militari all’Ucraina e ha più volte criticato le sanzioni energetiche imposte dall’Ue alla Russia.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso solidarietà al popolo slovacco con un messaggio su X (ex Twitter), dichiarando: «Bratislava non è Mosca» e «La Slovacchia è Europa». Fico ha reagito con toni aggressivi, accusando Zelensky di una «intromissione inadeguata» negli affari interni di uno Stato sovrano. Inoltre, Fico ha insinuato, senza fornire prove, che un terzo dei manifestanti avessero cittadinanza ucraina e ha accusato l’Ucraina di essere responsabile di un presunto attacco hacker alla compagnia nazionale di assicurazioni. In risposta, il ministero degli Esteri ucraino ha respinto ogni addebito.  Di recente, Fico ha anche dichiarato che l’amministrazione di Zelensky avrebbe offerto una tangente di cinquecentomila dollari per ottenere il voto della Slovacchia a favore dell’ingresso dell’Ucraina nella Nato, un’accusa priva di fondamento.  

Nei giorni precedenti le proteste, Fico aveva sostenuto che un gruppo di “esperti” coinvolti negli eventi in Georgia e durante il Maidan ucraino stesse operando sul territorio slovacco, finanziato, secondo lui, dagli Stati Uniti. Tali affermazioni non sono state supportate da alcuna evidenza.

Martedì 28 gennaio, il parlamento slovacco terrà un’assemblea straordinaria per discutere una mozione di sfiducia al governo di Fico. La sessione inizierà alle ore 10:00 locali. La proposta di sfiduciare il governo è stata avanzata dai partiti di opposizione “Slovacchia Progressista”, “Libertà e Solidarietà” e “Movimento Cristiano Democratico”. I tre partiti accusano Fico di collaborare con la Russia e di compromettere la posizione europea della Slovacchia.

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