Hamas ha annunciato che, nel rispetto dell’accordo per il cessate il fuoco a Gaza, sabato 15 febbraio libererà altri tre ostaggi israeliani del 7 ottobre. In un comunicato riportato, tra gli altri, dalla Bbc, il gruppo terroristico palestinese ha aggiunto che i mediatori di Egitto e Qatar hanno sciolto dei nodi decisivi durante i colloqui di mercoledì al Cairo. Anche le versioni di Egitto e Qatar hanno confermato il dietrofront del gruppo armato.
Il cessate il fuoco non era mai stato così a rischio: il 10 febbraio Hamas aveva ufficializzato («fino a nuovo avviso») la sospensione della successiva tranche di liberazione degli ostaggi: «La leadership della resistenza ha monitorato le violazioni del nemico e il suo mancato rispetto dei termini dell’accordo. Queste violazioni includono il ritardo del ritorno degli sfollati nel nord di Gaza e il mancato ingresso degli aiuti umanitari in tutte le forme concordate», recitava la nota diffusa lunedì dal braccio armato di Hamas. Ora le tensioni dovrebbero essere rientrate, ma restano dubbi sulla tenuta a lungo termine dell’accordo.
Pur senza commentare direttamente la notizia di lunedì, un portavoce del governo israeliano ha affermato che il cessate il fuoco sarebbe terminato qualora Hamas non avesse rispettato gli accordi sulla liberazione degli ostaggi. «Se Hamas non restituirà i nostri ostaggi entro sabato a mezzogiorno, il cessate il fuoco terminerà e (l’esercito israeliano, ndr) riprenderà intensi combattimenti fino alla sconfitta definitiva di Hamas», ha poi detto Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano, la cui posizione è stata sostenuta anche dal presidente statunitense Donald Trump.
Intanto, venerdì 14 febbraio terminerà la visita ufficiale – iniziata il giorno prima – di Roberta Metsola in Israele e nei territori palestinesi. La presidente del Parlamento Ue è diventata la prima leader europea a entrare a Gaza in oltre un decennio: «Attraversamento di Gaza mentre arrivano gli aiuti umanitari. L’Europa continuerà a fare la sua parte», ha scritto su X.