Domenica prossima i leader europei si incontreranno di nuovo per parlare di difesa. Un nuovo vertice dopo i due di Parigi della settimana scorsa convocati d’urgenza dal presidente francese Emmanuel Macron. Stavolta l’annuncio arriva dal presidente del Consiglio della Polonia, Donald Tusk, che ha parlato di un summit a Londra per discutere piani comuni in materia di difesa e sicurezza. «Domenica saremo a Londra, insieme ai nostri amici britannici e a un gruppo di leader, per discutere di questi piani comuni sulla difesa».
È quasi un vertice preparatorio, una versione preliminare rispetto al summit straordinario dei leader dell’Unione europea previsto per il 6 marzo, occasione in cui la Commissione europea dovrebbe annunciare un nuovo pacchetto di difesa a cui sta lavorando in queste ore.
L’Europa sa di essere in un punto di svolta cruciale della storia. Tra l’aggressione della Russia all’Ucraina e il disinteresse americano per le questioni di democrazia e libertà, agli europei non resta che imparare a fare da sé. «Spero che questa maggiore mobilitazione dell’Europa, sia degli Stati membri che dell’Europa nel suo insieme, per quanto riguarda i finanziamenti per la difesa e la sicurezza, diventi un fatto inequivocabile», ha detto Tusk al termine di un incontro con il presidente del Consiglio europeo António Costa.
Lo stesso Costa, ieri mattina aveva annunciato una videoconferenza dei leader europei in vista del vertice speciale per fare il punto sulla visita del presidente francese Emmanuel Macron a Washington, dove lunedì ha incontrato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per chiedere garanzie di sicurezza per l’Ucraina. «Stiamo vivendo un momento decisivo per l’Ucraina e la sicurezza europea», ha scritto Costa sui suoi profili social, annunciando la sua decisione di convocare il vertice speciale.
Simbolica anche la scelta di incontrarsi a Londra. Di fronte al rischio che l’ombrello americano sull’Europa diventi sempre più piccolo, o che addirittura sparisca, l’Unione Europea e il Regno Unito devono dimenticare le frizioni degli ultimi anni e tornare a collaborare a pieno regime per difendere l’Europa e i valori democratici del mondo occidentale.