Tre anni di guerraLe bombe russe stanno provando a distruggere anche la cultura ucraina

Secondo il Pen Ukraine, almeno 186 figure tra scrittori, traduttori, artisti, musicisti, fotografi e storici sono stati uccisi dai russi. E più di mille siti culturali ucraini sono stati distrutti. Il racconto di un grande autore ucraino

(La Presse)

«Le mie peggiori paure stanno diventando realtà – sono dentro un nuovo Rinascimento fucilato», ha scritto Victoria Amelina nella prefazione del libro del poeta ucraino assassinato Volodymyr Vakulenko. Il libro non sarebbe mai stato pubblicato senza Amelina. Era determinata a fare in modo che la voce di Vakulenko non venisse zittita.

Dopo che uomini in uniforme militare russa portarono Vakulenko dalla sua casa all’inizio di marzo del 2022, Victoria trascorse diversi mesi cercando di scoprire dove si trovasse. Alla fine, il suo corpo fu trovato in una fossa comune nel bosco vicino alla città di Izyum. Nel frattempo, Amelina aveva recuperato il diario scritto a mano da Vakulenko, che lui aveva sepolto sotto un ciliegio nel giardino dei suoi genitori. Decifrò il testo e lo preparò per la pubblicazione. Questo diario costituì la base del libro, da cui apprendiamo i pensieri e i sentimenti di Vakulenko – cosa lo preoccupava – mentre lui e suo figlio, che ha bisogni speciali, vivevano sotto occupazione. Fu l’ultimo scritto di Vakulenko, il suo ultimo lavoro.

Il libro di Victoria Amelina “A Diary of War and Justice: Looking at Women Who Look at War” è stato recentemente pubblicato simultaneamente nel Regno Unito e in Francia (il 18 marzo uscirà in Italia col titolo “Guardando le donne guardare la guerra”, edito da Guanda, ndt). Questo è stato l’ultimo lavoro di Victoria. Non ebbe nemmeno il tempo di finirlo. Lo scrisse mentre cercava il corpo di Volodymyr Vakulenko. Lo stava ancora scrivendo quando fu uccisa da un missile russo a Kramatorsk. Se non fosse stato per la guerra – l’aggressione russa – Vakulenko e Amelina avrebbero potuto scrivere molti altri libri.

Non c’è nulla di più tragico che segnare l’anniversario di una guerra in corso. Un anniversario dovrebbe essere un’occasione per fare il bilancio e riflettere sui risultati, ma quali sono i risultati di questa guerra? Possono essere calcolati in centinaia di migliaia di vite perse, nella distruzione infinita delle case, giardini, vigneti, villaggi, città, e nella rovina delle nostre foreste, campi, fabbriche e centrali elettriche.

I risultati della guerra possono anche essere calcolati nel numero di biblioteche, teatri, università, scuole, tipografie, studi cinematografici e musei distrutti.

Durante una guerra, l’aggressore mina completamente il diritto delle vittime alla cultura, al rifugio, alla vita. A volte sembra addirittura che la cultura sia diventata il principale obiettivo dell’aggressore – la vittima che vogliono ferire di più perché la cultura di una nazione la distingue dalle altre nazioni e allo stesso tempo le fornisce la motivazione e la forza per resistere all’invasione.

È proprio questa funzione della cultura – la preservazione dell’identità – che ha fatto della cultura ucraina un obiettivo principale dell’aggressione – e non è la prima volta che accade.

Mentre la guerra infuria, nelle università e nelle scuole, i giovani ucraini studiano la tragica storia degli scrittori e dei poeti del primo “Rinascimento fucilato”: 250 giovani, poeti e scrittori ucraini furono arrestati dalle autorità sovietiche e poi fucilati tra il 1937 e il 1938. Le opere che questi scrittori assassinati non riuscirono a scrivere e pubblicare rimangono nelle nostre menti come una sorta di fantasma della letteratura ucraina – ricchezze culturali che possiamo solo immaginare.

Allo stesso modo, immaginiamo il fantasma dell’architettura ucraina – centinaia di edifici che non sono mai stati costruiti perché i loro creatori potenziali furono repressi. Il fantasma dell’arte fine ucraina incombe su di noi nelle migliaia di tele non create degli artisti assassinati.

Questo elemento fantasma della cultura ucraina cresce ogni giorno con l’aggressione russa. La cultura ucraina non creata sta cominciando a superare le opere create, perché l’elenco delle figure culturali uccise dalle armi russe cresce – un elenco che ora porta i nomi di più di 180 scrittori, musicisti, artisti, registi e attori.

Più di mille siti culturali ucraini sono stati distrutti anche dall’esercito russo. Ma se c’era un edificio, un dipinto o un monumento, potremo ancora avere almeno una fotografia e il ricordo di ciò che esisteva una volta.

La distruzione dei monumenti culturali ucraini è stata come un’ascia che colpisce le mie radici. Ricordo quando un missile russo colpì la casa-museo della più famosa artista naïf ucraina, Maria Primachenko. Ricordo quando un altro missile distrusse il museo del mio filosofo e poeta ucraino preferito, Grigory Skovoroda, nato vicino a Kharkiv nel 1722. Le rovine del teatro di Mariupol con le persone che si rifugiavano al suo interno – completamente distrutto da una gigantesca bomba lanciata da un aereo. Poi c’era la cattedrale di Odessa, il cui tetto è attraversato dai raggi del sole dopo essere stato squarciato da un altro missile.

È diventato via via evidente che le bombe e i missili non stavano distruggendo solo edifici storici e il loro contenuto, stavano cercando di annientare un’intera cultura. È diventato chiaro che, dopo la guerra, oltre alla ricostruzione di villaggi e città, sarà necessaria anche la restaurazione della cultura. La letteratura, la musica e il cinema ucraini – sono stati tutti dissanguati da questa guerra. Mi fa male scrivere di questo o anche solo pensarci. Questo dolore rimarrà. Apparirà nel tessuto della cultura ucraina del dopoguerra.

Gli autori che sopravviveranno dovranno scrivere libri in sostituzione dei loro colleghi caduti, oltre che per sé stessi. Tutti noi dovremo lavorare molto di più per colmare, almeno parzialmente, gli spazi vuoti irregolari scavati nella cultura ucraina dalle bombe e dai missili russi durante questi ultimi tre anni.

*Lo scrittore ucraino Andrey Kurkov è ex presidente del Pen Ukraine, che ha pubblicato questo suo testo. Secondo il Pen Ukraine, almeno 186 figure della cultura ucraina sono state uccise finora dalle forze russe. Tra questi, ci sono scrittori, traduttori, artisti, musicisti, fotografi e storici che hanno giocato un ruolo fondamentale nell’arricchire la cultura e l’identità dell’Ucraina. 

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