Open to dimissioniMeloni aspetta silenziosamente che Santanchè cada da sola

La ministra del Turismo, raggiunta da un rinvio a giudizio per false comunicazioni sociali, è sempre più isolata dal resto del governo. Ma la presidente del Consiglio non forza la situazione, e attende pazientemente che si creino (ulteriori) condizioni politiche affinché si dimetta

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A differenza di domenica, alla Fiera del turismo a Rho, quando ha volteggiato insieme a un Pulcinella, ieri a Montecitorio Daniela Santanchè ha ballato da sola. Proprio sola soletta – a fianco, sui banchi del governo un indecifrabile Luca Ciriani e un annoiato Nello Musumeci, non esattamente ministri di prima fila – e lei una sfinge silenziosa (avrebbe potuto prendere la parola ma nisba) a fare finta di ascoltare i cinque o sei deputati dell’opposizione reclamanti a gran voce le dimissioni. Una scena crepuscolare in un’aula semi deserta, ma strapiena per essere un lunedì, una trentina di persone, c’erano anche Elly Schlein e Giuseppe Conte che ormai si marcano a uomo ma che chissà se si parlano. 

Del suo partito, Fratelli d’Italia, erano presenti dodici deputati, spettatori silenti come da ordini di scuderia. Lega e Forza Italia, zero all’appello. Diciannove del Partito democratico, diciannove del Movimento Cinque stelle, due dei Verdi-Sinistra, due di Azione, zero di Italia Viva. Hanno parlato gli onorevoli  Vittoria Baldino e poi a seguire Federico Gianassi del Pd, Filiberto Zaratti di Avs e poi Andrea Quartini (M5s), Toni Ricciardi (Pd), Enrico Cappelletti (M5s) e Francesco Silvestri (M5s): i big parleranno la prossima volta, e parlerà anche lei. 

La ministra del Turismo raggiunta da un rinvio a giudizio per false comunicazioni sociali, a tutti dice di essere tranquillissima quando è chiaro che le vicende giudiziarie non sono proprio un affaruccio da niente e che dal punto di vista politico la maggioranza di governo la considera già fuori dal governo, e tutti sanno che Giorgia Meloni, ormai missing in Parlamento, ha scelto solo per quieto vivere di non affondare il colpo ma neppure di stracciarsi le vesti per salvarla: e dunque è una specie di gioco a scacchi, chi muove per primo rischia di sbagliare. 

Daniela Santanchè prende tempo ma giusto per uno sfizio personale, perché è una che vende cara la pelle, è fatta così, e vedrete che quando si dimetterà si dirà tranquillissima anche nel momento della resa. Il voto sulle dimissioni forse ci sarà giovedì, forse più in là. La destra voterà contro, tanto presto o tardi sarà un nuovo rinvio a giudizio o addirittura una condanna di primo grado a decretare la fine del match Santanchè-Resto del mondo, tanto lei continuerà a ballare. Anche da sola.

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