Ci sono quartieri a Berlino particolarmente multiculturali. Un esempio è Neukölln, il quartiere popolare turco a maggioranza musulmana, a sud della capitale tedesca. Neukölln è densamente popolato: su un totale di centosessantasette mila abitanti, la metà non ha origini tedesche. Qui si trova il cimitero islamico più antico della Germania, le strade sono caratterizzate da ristoranti di hummus e pasticcerie mediorientali. Come ogni metropoli, anche a Berlino diverse culture e religioni si fondono insieme. Molto spesso in Germania, dove attualmente un terzo della popolazione totale è di origini straniere o con background migratorio, la coesistenza tra diverse culture non ha rappresentato un sinonimo di emergenza per il governo. Tuttavia, dal 7 ottobre del 2023 non sono stati rari momenti di tensione tra i manifestanti pro-Palestina, con cori antisemiti, molotov lanciate contro le sinagoghe e botti di festeggiamento per l’attacco da parte di Hamas. La Jüdischen Gemeinde zu Berlin, la comunità ebraica a Berlino, non si sente più così tanto sicura nella capitale multiculturale tedesca.
Come riporta il Neue Zürcher Zeitung, quando Hamas attaccò Israele sulla “Arabian Street” di Neukölln vennero distribuiti dolciumi per celebrare la giornata. Dallo scoppio della guerra il quartiere di Neukölln è cambiato: la sera c’è un’atmosfera rabbiosa, la gente manifesta anche se ci sono divieti, si registrano violenze contro la polizia, macchine incendiate, slogan antisemiti, e quelli che la pensano diversamente hanno paura a esprimersi. «Molte famiglie e donne non vengono quasi più alla Sonnenallee, la “strada araba” di Neukölln» dichiara un negoziante al Tagesschau. «Hanno paura. Alcuni giovani con la violenza hanno rovinato tutto qui. E questo riguarda tutti noi» aggiunge.
I disordini durante le manifestazioni pro-Palestina, compresi incendi e scontri con la polizia, si sono verificati in diverse zone di Berlino, come testimoniano le immagini di Associated Press dello scorso maggio. Più recentemente, a metà gennaio si sono registrati disordini durante la manifestazione pro-Palestina a Neukölln, per celebrare il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Come riporta il Tagesschau, alcuni manifestanti hanno urlato slogan antisemiti proibiti e hanno fatto esplodere fuochi d’artificio, portando all’arresto di dodici persone. Alcuni giornalisti sono stati insultati e ostacolati durante il loro lavoro.
I crimini antisemiti in Germania sono aumentati significativamente, soprattutto a seguito della guerra nella Striscia di Gaza. Nel 2022 il numero di crimini antisemiti registrati dal ministero dell’Interno tedesco era duemilaseicentoquarantuno. Nel 2023 sono stati circa cinquemilacinquecento in tutto il Paese, più del doppio. Le due categorie di persone che sembrano perpetrare questo tipo di crimini sono i militanti di estrema destra e gli islamisti. La situazione ha portato i vertici della polizia tedesca a ritenere che alcune zone a Neukölln sarebbero diventate off-limits per gli ebrei e alcune altre categorie, come gli omosessuali.
Accanto alla violenza lungo le strade non mancano tensioni a volte anche nelle scuole, dove la facciata può suggerire un’integrazione andata a buon fine, ma non è raro che si verifichino episodi come quello all’Ernst-Abbe-Gymnasium di Neukölln, dove due anni fa studenti musulmani discutevano con studentesse musulmane su quanta pelle fosse loro consentito mostrare, mettendo in difficoltà gli insegnanti. A questo si aggiunge il dibattito sui problemi di abbigliamento delle ragazze durante la lezione di ginnastica: sembrano discorsi molto lontani da noi, ma il caso del liceo di Monfalcone e delle ragazze che indossano il velo indica che è ancora necessario trovare un equilibrio che rispetti tutte le culture, senza discriminare nessuno.
Più in generale, la sicurezza nel Paese – non solo per quanto riguarda i crimini antisemiti e le violenze nelle manifestazioni pro-Palestina – è ormai diventata un tema centrale nella campagna elettorale tedesca, a fronte dei recenti attacchi violenti in alcune cittadine tedesche. L’estrema destra AfD di Alice Weidel fa propria la narrazione della minaccia del diverso riuscendo a convincere non solo gli elettori, ma anche altri partiti, come la Cdu di Friedrich Merz, che ha deciso poi di fare marcia indietro. Il voto del 23 febbraio potrà determinare un cambio di rotta quantomeno significativo, ma quartieri come quello di Neukölln a Berlino descrivono la difficile sfida di un Paese europeo, dove come in altri il senso di insicurezza e la necessità di coesistenza pacifica sono diventati determinanti.