Strade aperte La ciliegina sulla torta del capolavoro di Anne Hidalgo a Parigi

Il referendum sulla pedonalizzazione di cinquecento nuove vie non era vincolante, ma la sindaca – che non si ricandiderà nel 2026 – ha dato continuità alle politiche verdi degli ultimi dieci anni

AP Photo/LaPresse

Dalla newsletter settimanale di Greenkiesta (ci si iscrive qui) – Mese dopo mese, Parigi sta diventando un esempio che tutti i centri urbani italiani dovrebbero osservare e copiare. La capitale francese, fino a una dozzina d’anni fa, aveva lo stesso approccio alla mobilità di capoluoghi di Regione come Torino o Milano; poi nel 2014 è stata eletta Anne Hidalgo ed è cambiato tutto in poco tempo, tra 1.300 nuovi chilometri di piste ciclabili, 45mila ettari di nuovi parchi, 150mila nuovi alberi e polveri sottili ridotte – di conseguenza – del quaranta per cento.

La novità più recente riguarda il referendum cittadino dedicato alla pedonalizzazione di cinquecento vie della capitale. L’amministrazione comunale, principale promotrice del voto, vuole convertire lo spazio tolto alle auto in aree naturali e permeabili, fondamentali in ottica di adattamento climatico. 

La consultazione non era vincolante e l’affluenza è stata bassa: domenica 23 marzo ha partecipato al referendum solo il 4,06 per cento degli aventi diritto al voto (circa 56mila persone), e il 65,96 per cento si è espresso a favore delle pedonalizzazioni. Al netto delle discussioni sulla rilevanza di questi referendum senza quorum, ad Anne Hidalgo va riconosciuto un grande merito: è andata avanti per la sua strada e non si è fatta intimidire dalle polemiche – spesso pretestuose – dell’opposizione. 

Come anticipato, la consultazione non era vincolante e pochi parigini hanno partecipato al voto. La sindaca poteva prenderne atto e archiviare il progetto, ma ha preferito dare continuità alle politiche degli ultimi dieci anni e ascoltare i 37.054 cittadini che hanno detto “Sì” alle nuove pedonalizzazioni. 

Nelle prossime settimane, infatti, l’amministrazione metterà nero su bianco le strade da chiudere al traffico e “rinverdire”. Per centrare l’obiettivo sarà necessario eliminare migliaia di parcheggi per le auto (forse 10mila) e pedonalizzare 5-8 vie per ogni quartiere. 

Oggi sono circa 220 su 6mila le strade parigine in cui è vietato entrare in macchina; superare quota 700 (in totale) non sarà semplice, anche perché il “No” al referendum ha vinto nei tre arrondissement governati da una destra che promette battaglia. Ma sindaci come Anne Hidalgo o Sadiq Khan (Londra) ci hanno insegnato che per cambiare le città, ridimensionando il ruolo dei mezzi inquinanti privati, bisogna avere il coraggio di essere impopolari e permettere alle persone di toccare con mano il cambiamento.

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