Uno di tuttoNella lista dei prodotti americani colpiti dai dazi Ue ci sono anche i babydoll femminili

L’elenco sembra essere architettato ad arte per causare sofferenza economica negli Stati di origine dei Repubblicani che potrebbero spingere Trump ad abbandonare la sua guerra commerciale

(La Presse)

La Commissione europea reagisce alla guerra dei dazi innescata da Trump. Bruxelles ha lanciato una serie di contromisure per «proteggere» aziende, lavoratori e consumatori europei dall’impatto e ha pubblicato un elenco di prodotti statunitensi che potrebbero essere soggetti ai contro-dazi europei dal 1 aprile, in risposta ai dazi globali del venticinque percento su acciaio e alluminio imposti dall’amministrazione di Donald Trump a partire dal 12 marzo.

L’elenco di 99 pagine è dominato da carne, pollame, frutta e verdura, latte condensato, yogurt e bevande alcoliche. Ci sono anche gomme da masticare, incenso, ostie religiose, carta di riso, vaporizzatori e cerotti alla nicotina. Ma pure accappatoi e pigiami e babydoll da donna.

Alcuni articoli inseriti nell’elenco, commenta Politico, appaiono come un attacco allo stile di vita americano. Ci sono i capi di abbigliamento tecnico da esterno, tende, utensili da officina ed elettrodomestici. E poi articoli pesanti come macchinari da impianto, spazzaneve e motociclette. Ma anche prodotti in bamboo, shampoo, saponi, portafogli e valigie.

L’elenco sembra essere architettato ad arte per causare sofferenza economica negli Stati di origine dei Repubblicani che potrebbero spingere Trump ad abbandonare la sua guerra commerciale.

In totale, le contromisure decise da Bruxelles interesseranno beni dal valore di ventisei miliardi di dollari in due fasi. In assenza di un accordo negoziato, dal 1 aprile l’Unione europea reimposterà contromisure anche su prodotti americani iconici come motociclette Harley-Davidson, bourbon e jeans, del valore di otto miliardi. E dal 13 aprile, potrebbero partire ulteriori contromisure per oltre diciotto miliardi di euro.

La Commissione europea ha avviato anche un sondaggio per raccogliere le opinioni di coloro che sono stati colpiti dalle tariffe statunitensi su acciaio e alluminio, fissando una scadenza per rispondere entro il 26 marzo.

 

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