Prodotti buoni per tutti Pausa Café rimette in corsa le persone in difficoltà

Questa cooperativa sociale torinese è attiva con iniziative di inclusione di cui beneficiano sia le comunità indigene produttrici che chi ha bisogno di un aiuto nel proprio percorso di reinserimento sociale e lavorativo

Foto di Tim Mossholder su Unsplash

Caffè, birra e pane sono i tre prodotti attorno a cui si sviluppano le iniziative di Pausa Café, nata nel 2004 da un progetto di cooperazione internazionale realizzato con le comunità indigene produttrici di caffè del dipartimento di Huehuetenango, in Guatemala, storicamente escluse dai benefici del proprio lavoro, con lo scopo di creare migliori condizioni di vendita grazie a un partenariato tra produttori, trasformatori e consumatori.

Con il contributo di Pausa Café, la Fondazione Slow Food ha individuato le zone di produzione nelle coltivazioni in altura, sopra i 1.500 metri di altitudine, e ha selezionato cinque aree vocate, facendo diventare nel 2002 il caffè Huehuetenango il primo presidio internazionale Slow Food. L’idea della cooperativa di ridurre le intermediazioni, per offrire ai consumatori italiani un caffè gourmet a un prezzo equo, si è concretizzata così con il Caffè delle Terre Alte di Huehuetenango, tostato in purezza nel laboratorio di torrefazione della casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino.

Un’idea che ha avuto successo e ha aperto la strada alla realizzazione di un microbirrificio artigianale nella Casa circondariale di Saluzzo dove, nel 2009 è iniziata la produzione di birre ispirate agli stili tradizionali – Pils, Ale, Weiss, Saison – riproposte con una particolare attenzione alle metodologie tradizionali e all’uso di ingredienti selezionati di alta qualità.

Al 2012 risale l’allestimento di un panificio alla casa circondariale di Alessandria, che in occasione dell’EXPO 2015 a Milano, “Nutrire il pianeta”, ha rifornito oltre trenta ristoranti e che produce oltre centomila chilogrammi di prodotti da forno all’anno.

Oggi la cooperativa torinese, costituita prevalentemente da detenuti ed ex detenuti, crea percorsi di reinserimento sociale e lavorativo dentro e fuori dalle carceri, ma promuove anche l’inclusione di persone vulnerabili ed emarginate come migranti e richiedenti asilo, proseguendo e ampliando i progetti di partenza. L’idea di forza è la creazione negli istituti di pena del Piemonte di centri di produzione agroalimentare che rispondano a requisiti d’eccellenza, d’inclusione sociale, con produttori e detenuti lavoratori, e di sostenibilità ambientale.

Nel 2021 con “Emergenza Rotta Balcanica”, in collaborazione con il Jesuit Refugee Service, è stato fornito sostegno ai migranti in situazione di emergenza umanitaria a Bihac, in Bosnia Erzegovina.

Nel 2022, Pausa Cafè ha siglato un memorandum di collaborazione con la Camera dell’Agricoltura di Leopoli per la realizzazione del progetto “Bread for Peace” che prevede l’importazione diretta di grano dall’ Ucraina e la successiva panificazione nel forno di Alessandria. Farina, pane e grissini per la pace sono distribuiti dalla rete commerciale di Nova Coop e trenta centesimi per ogni confezione venduta sono destinati a progetti per la sicurezza alimentare nel Paese da tre anni vittima dell’invasione russa. Inoltre, ha animato la rete MIR NOW!, composta da realtà no profit torinesi, con l’obiettivo di facilitare l’evacuazione dei profughi ucraini e la loro accoglienza a Torino, con particolare attenzione alle famiglie con persone in situazione di estrema vulnerabilità; sono state trasportate ed accolte in Piemonte, presso strutture specializzate e in famiglia, oltre 120 persone.

Dal novembre 2022 è stato attivato il progetto “Street Coffee per l’Inclusione sociale”, con l’apertura della prima caffetteria mobile, un piccolo chiosco presso il tribunale di Torino.

Pausa Café ha poi vinto il bando per la gestione del bar caffetteria interno, che era stato chiuso per infiltrazioni della ’ndrangheta nella precedente gestione, e che ha riaperto nel novembre 2023 impiegando dodici tra ex detenuti, detenuti con permesso di lavoro esterno, richiedenti asilo e migranti. Il progetto in corso mira a farne un luogo aperto alla città, con un piccolo dehors accessibile anche senza passare dall’interno, una pasticceria e un pastificio, che utilizzeranno materie prime di qualità.

L’altro grande obiettivo è farne un luogo di sperimentazione per l’economia circolare e la cucina circolare, con filiere corte, riduzione degli sprechi e uso di materiali compostabili per l’asporto. L’assortimento di lievitati per la colazione, e di prodotti da forno salati per ogni momento della giornata – alla quale si è aggiunta da poco anche una proposta alla carta – arrivano naturalmente dalla casa di reclusione di Alessandria.

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