La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato oggi il piano “Rearm Europe”, che prevede un fondo comune da centocinquanta miliardi di euro per potenziare le capacità militari degli Stati membri e sostenere l’Ucraina nella sua resistenza contro l’aggressione russa. Il piano, che sarà discusso giovedì dai leader dei ventisette Stati membri al Consiglio europeo di giovedì, prevede un ampio utilizzo di strumenti finanziari già esistenti e nuovi per sostenere lo sforzo bellico e rafforzare la sicurezza del continente
La proposta von der Leyen si sviluppa in cinque punti. La Commissione attiverà la escape clause (la clausola di fuga) del Patto di Stabilità e Crescita, consentendo ai governi nazionali di aumentare la spesa per la difesa senza incorrere in sanzioni per eccessivo deficit. Questo potrebbe generare fino a seicentocinquanta miliardi di euro in investimenti nel settore nei prossimi quattro anni.
«Viviamo in un’epoca epocale e pericolosa. Non c’è bisogno di descrivere la grave natura delle minacce che dobbiamo affrontare. O le conseguenze devastanti che dovremo sopportare se tali minacce dovessero realizzarsi. Perché la questione non è più se la sicurezza dell’Europa sia minacciata in modo molto concreto. O se l’Europa debba assumersi maggiormente la responsabilità della propria sicurezza. In realtà, le risposte a queste domande le conosciamo da tempo», ha dichiarato von der Leyen. «La vera domanda che abbiamo di fronte è se l’Europa è pronta ad agire con la stessa determinazione che la situazione impone. E se l’Europa è pronta e capace di agire con la velocità e l’ambizione necessarie».
La Commissione ha previsto anche un nuovo strumento finanziario permetterà agli Stati membri di accedere a prestiti agevolati per investimenti strategici in settori chiave, tra cui sistemi di difesa aerea, artiglieria, missili, munizioni, droni e cyber-sicurezza. Inoltre Bruxelles proporrà altri meccanismi per consentire agli Stati membri di destinare fondi strutturali e di coesione a investimenti in sicurezza e difesa. Una ipotesi potrebbe essere quella di usare parte dei novantantré miliardi di euro di prestiti finora non utilizzati del Next Generation Eu, il fondo creato per far ripartire l’economia europea dopo la pandemia.
Infine la Commissione prevederà ulteriori misure per attrarre investimenti privati, sfruttando il mercato finanziario europeo e creando un ambiente favorevole alla raccolta di capitali per l’industria della difesa, ma non ha ancora fornito i dettagli su come intenderà farlo. Certamente bisognerà modificare il mandato della Banca europea degli investimenti per permettere un maggiore sostegno ai progetti di difesa, superando le attuali restrizioni sugli investimenti militari.