Freno a manoTrump annuncia il venticinque per cento dei dazi sulle auto importate negli Stati Uniti

Dal 2 aprile entreranno in vigore tariffe permanenti su veicoli e componenti auto importate. Il presidente ha definito la misura come «l’inizio della liberazione dell’America»

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Donald Trump ha annunciato che a partire dal 2 aprile entreranno in vigore dazi del venticinque per cento su tutte le automobili e componenti auto importati negli Stati Uniti. Le tariffe saranno permanenti e non riguarderanno i veicoli interamente prodotti sul suolo americano. «Chi ha impianti negli Stati Uniti ne beneficerà», ha detto Trump, che ha definito la misura «l’inizio della liberazione dell’America». Le nuove tariffe saranno imposte sulla base della Sezione 232 del Trade Expansion Act, una disposizione legata alla sicurezza nazionale già utilizzata dal presidente degli Stati Uniti nel suo primo mandato.

I mercati finanziari hanno reagito negativamente all’annuncio. Le principali case automobilistiche hanno registrato forti cali in Borsa: General Motors ha perso oltre il sette per cento nel dopo mercato, Ford e Stellantis più del quattro per cento. In Asia, i titoli di Toyota, Mazda, Hyundai e Kia hanno guidato i ribassi nei listini di Tokyo e Seoul. Anche il Ceo di Tesla Elon Musk ha ammesso su X che la sua azienda automobilistica subirà un impatto significativo dai nuovi dazi trumpiani. 

Secondo i dati ufficiali, nel 2024 gli Stati Uniti hanno importato veicoli e parti automobilistiche per un valore complessivo di quattrocentosettantaquattro miliardi di dollari, di cui duecentoventi miliardi in automobili finite. I principali Paesi fornitori sono Messico, Giappone, Corea del Sud, Canada e Germania.

Le nuove tariffe si aggiungono a quelle già in vigore su acciaio, alluminio e una serie di beni provenienti da Canada, Messico e Cina. L’amministrazione ha precisato che i componenti fabbricati inizialmente negli Stati Uniti ma assemblati in Canada o Messico saranno esentati, mentre il resto sarà soggetto all’intero dazio.

Secondo un’analisi del Center for Automotive Research, le nuove tariffe potrebbero aumentare il costo medio di un’auto in America tra i tremila e i seimila dollari, a seconda del Paese di provenienza. Questo perché l’industria automobilistica statunitense dipende fortemente da forniture estere: circa il sessanta per cento dei pezzi utilizzati per assemblare veicoli in America proviene da Paesi stranieri. 

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha espresso «profondo rammarico» per l’annuncio di Trump. «I dazi sono tasse, un male per le imprese, peggio per i consumatori sia negli Stati Uniti che nell’Unione europea. Valuteremo ora questo annuncio, insieme ad altre misure che gli Stati Uniti stanno prevedendo nei prossimi giorni. L’Ue continuerà a cercare soluzioni negoziate, salvaguardando nel contempo i propri interessi economici». 

Il primo ministro canadese Mark Carney ha definito le tariffe  «un attacco diretto ai lavoratori canadesi» e ha annunciato la possibilità di risposte simmetriche. «Difenderemo i nostri lavoratori, le nostre imprese e il nostro Paese», ha detto in conferenza stampa a Ottawa. Trump ha avvertito che se l’Unione Europea e il Canada coopereranno per danneggiare economicamente gli Stati Uniti, saranno introdotti dazi «molto più alti».

In Giappone, il primo ministro Shigeru Ishiba ha dichiarato che  «tutte le opzioni sono sul tavolo» per reagire, mentre la Corea del Sud ha annunciato un piano di emergenza per sostenere la propria industria automobilistica. Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha promesso un ricorso formale all’Organizzazione mondiale del commercio. 

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