Guerra commerciale Le minacce di Howard Lutnick all’Italia, e la concessione di Trump all’automotive

«Se volete evitare o abbassare i dazi, potrete semplicemente cancellare o abbassare quelli che imponete a noi», ha detto il segretario al Commercio statunitense in un’intervista a Repubblica. Nel frattempo, la Casa Bianca ha annunciato un’esenzione di un mese dalle tariffe sulle auto importate da Messico e Canada

AP Photo/LaPresse (ph. Pablo Martinez Monsivais)

«Tutto il mondo deve aspettarseli (i dazi, ndr), dovrà rispettare la reciprocità delle tariffe commerciali. Se volete evitare o abbassare i dazi, potrete semplicemente cancellare o abbassare quelli che imponete a noi». Inizia così l’intervista su Repubblica, a firma di Paolo Mastrolilli, a Howard Lutnick, segretario al Commercio degli Stati Uniti, una delle menti dietro la guerra commerciale scatenata dalla seconda amministrazione Trump. Neanche l’Italia di Giorgia Meloni, che è in ottimi rapporti con il leader repubblicano, può considerarsi al sicuro. Lutnick ha infatti risposto a una domanda ben precisa del giornalista: «Quindi anche l’Italia deve aspettarsi i dazi?».

Lutnick ha annunciato che le «tariffe commerciali reciproche» scatteranno il 2 aprile, sottolineando che uno degli obiettivi principali dei nuovi dazi è attirare investimenti negli Stati Uniti: «Puoi sempre evitare le tariffe costruendo in America. Questo è il punto: produci negli Usa e non paghi le tariffe. Per questo vedrete così tante aziende venire in America, e costruire qui, perché così eviteranno di pagare i dazi. Daranno lavoro ai nostri cittadini e questa è la chiave per la politica America first. Prendersi cura dei lavoratori americani e trattare i nostri partner commerciali in modo equo. Non stiamo cercando di essere ingiusti, ma l’esatto contrario, cioè giusti. La chiave è la reciprocità: a seconda di come ci tratti, noi tratteremo te allo stesso modo».

Il segretario al Commercio statunitense ha poi parlato delle trattative con Maroš Šefcovic, il suo omologo a Bruxelles (nonché vicepresidente esecutivo della Commissione Ue per il Green deal). «Abbiamo fatto progressi, possiamo seguire un percorso insieme. Abbiamo avuto conversazioni davvero molto buone e interessanti. Le opportunità per due grandi economie come quella dell’Unione europea e degli Stati Uniti sono così straordinarie, così enormi, se riusciamo a uscire dall’assurdità burocratica e dal mondo ingiusto in cui abbiamo vissuto finora, entrando invece in un mondo di giusta reciprocità», spiega Howard Lutnick, che ha incontrato Maroš Šefcovic nel suo primo giorno come segretario al Commercio dell’amministrazione Trump. 

«Possiamo eliminare le regolamentazioni, gli ostacoli che ci costano solo soldi, per commerciare liberamente tra di noi. Così possiamo creare il potere di condurre gli scambi in modo equo e aperto. Se lo faremo, penso che vedremo crescere tanto l’Unione Europea, quanto l’America. Però è necessaria una riduzione della regolamentazione e delle assurdità», conclude. 

Intanto, la Casa Bianca ha concesso ai produttori di automobili un mese di esenzione dai dazi (al venticinque per cento) sulle importazioni da Messico e Canada. Un provvedimento che, al momento, riguarda Ford, Stellantis e General motors. Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, ha annunciato di aver avuto un colloquio – «richiesto da loro» – con gli amministratori delegati delle tre aziende automobilistiche, che – come ricorda la Stampahanno avuto un riscontro immediato a Wall Street: +5,82 per cento per Gm, +4,99 per Ford e +8,35 per cento per Stellantis. I dazi erano entrati in vigore martedì 4 marzo. 

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