Garanzie per KyjivL’Europa fissa le cinque condizioni indispensabili per la pace

Al Consiglio europeo di Bruxelles è stato trovato all’unanimità l’accordo sul rafforzamento della difesa comune, e sono stati approvati (senza l’Ungheria) i punti su cui avviare un negoziato per fermare la guerra: l’Ucraina e l’Europa devono essere coinvolte, deterrenza contro ulteriori aggressioni russe, e indipendenza, sovranità e integrità territoriale del paese aggredito

AP/Lapresse

Il Piano di riarmo presentato dalla Commissione europea è stato approvato nel vertice a Bruxelles. I leader europei hanno approvato le conclusioni sulla difesa all’unanimità. I Ventisette hanno trovato quindi un accordo per rafforzare la difesa europea sulla base del piano di riarmo proposto dalla Commissaria Ursula von der Leyen: Rearm Europe concede maggiore flessibilità sulle spese dei Paesi membri, la raccolta sul mercato di centocinquanta miliardi con l’emissione di obbligazioni dell’Unione per prestiti ai governi a tassi bassi e a scadenza lunga, e la possibilità di usare i fondi di coesione per investimenti per la difesa – tema su cui in Italia si era opposta ad esempio la segretaria del Partito democratico Elly Schlein.

Sull’Ucraina invece si è raggiunta una decisione “solamente” a ventisei, cioè senza l’Ungheria, che ha posto il suo veto: su questo punto non c’è unanimità.

«L’Unione europea ha sostenuto fin dall’inizio l’Ucraina nell’esercizio del suo intrinseco diritto all’autodifesa contro la guerra di aggressione su vasta scala della Russia, e continuerà a sostenere l’Ucraina e il suo popolo. Il Consiglio europeo ribadisce il suo continuo e incrollabile sostegno all’indipendenza, alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale», si legge nel comunicato in tredici punti arrivato in serata dopo i lavori del Consiglio europeo.

In particolare, i leader europei hanno voluto chiarire che eventuali colloqui di pace sull’Ucraina non si possono tenere senza tener conto delle posizioni dell’Ucraina stessa. È il primo di cinque punti fondamentali per la pace. E su questo la stessa amministrazione di Kyjiv ha chiarito che martedì prossimo incontrerà di nuovo l’amministrazione di Donald Trump a Riyad in Arabia Saudita per riaprire un dialogo tra le parti.

Inoltre, è il secondo punto per la pace, «non possono esserci negoziati che incidano sulla sicurezza europea senza il coinvolgimento dell’Europa. La sicurezza dell’Ucraina, dell’Europa, transatlantica e globale sono interconnesse. E, terzo punto, qualsiasi tregua o cessate il fuoco può aver luogo solo come parte del processo che porta a un accordo di pace globale».

L’Ucraina deve anche avere delle solide e credibili garanzie di sicurezza per poter firmare un accordo: la pace deve scoraggiare future aggressioni russe (punto numero quattro), e deve rispettare l’indipendenza, la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina (quinto e decisivo punto).

Per raggiungere questo obiettivo però l’Ucraina deve trovarsi in una posizione di forza al momento di sedersi al tavolo delle trattative. Cioè deve essere ancora aiutata e sostenuta militarmente: su questo punto l’Unione europea rimane impegnata, «in coordinamento con partner e alleati che la pensano allo stesso modo», a fornire un maggiore aiuto politico, finanziario, economico, umanitario, militare e diplomatico all’Ucraina e al suo popolo, e ad aumentare la pressione sulla Russia, anche attraverso ulteriori sanzioni e rafforzando l’applicazione delle misure esistenti, al fine di indebolire la sua capacità di continuare a condurre la sua guerra di aggressione.

L’Unione europea continuerà quindi a fornire all’Ucraina un sostegno finanziario regolare. Nel 2025, fornirà 30,6 miliardi di euro, con esborsi previsti dall’Ukraine Facility pari a 12,5 miliardi di euro e 18,1 miliardi di euro nell’ambito dell’iniziativa G7 ERA pagati con i proventi degli asset russi immobilizzati. «Il Consiglio europeo invita la Commissione ad adottare rapidamente tutte le misure necessarie per anticipare i finanziamenti nell’ambito degli strumenti di cui sopra. Esorta inoltre la Commissione e gli Stati membri a utilizzare tutte le opzioni nell’ambito dell’Ukraine Facility per aumentare il sostegno finanziario all’Ucraina», si legge ancora nel comunicato.

Durante i lavori del Consiglio europeo, Giorgia Meloni ha chiesto di inserire nelle conclusioni una frase per lodare gli sforzi di Trump per raggiungere la pace. Dichiarazione che non è stata inserita nel documento finale.

Ad ogni modo un’Ucraina in grado di difendersi efficacemente è parte integrante di qualsiasi futura garanzia di sicurezza. Per questo, l’Unione europea e gli Stati membri hanno deciso di impegnarsi ancora per contribuire alla formazione e all’equipaggiamento delle Forze armate ucraine e a intensificare il lavoro per sostenere e sviluppare ulteriormente l’industria della difesa ucraina e approfondire la sua cooperazione con l’industria della difesa europea.

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