Kyjiv non è solaA Bruxelles c’è l’Europa che vuole imparare a difendersi, a cominciare dall’Ucraina

Il Consiglio europeo straordinario convocato da Antonio Costa ha chiamato a raccolta i leader europei che hanno compreso le difficoltà del momento e l’importanza di armarsi a dovere ora che gli Stati Uniti non garantiscono la sicurezza del continente

AP/Lapresse

«Questo è un momento spartiacque per l’Europa e per l’Ucraina». Arrivando al vertice del Consiglio europeo convocato da Antonio Costa, la presidente della Commissione europea lascia intendere che il sostegno dell’Unione a Kyjiv è destinato ad aumentare. Una condizione indispensabile di fronte al disimpegno americano e all’immutato imperialismo della Russia. Ma questa non è una guerra solo dell’Ucraina. «L’Europa affronta un pericolo concreto e presente, e quindi dobbiamo essere in grado di proteggerci, di difenderci, così come dobbiamo mettere l’Ucraina in una posizione per proteggersi e spingere per una pace duratura e giusta. Vogliamo una pace con la forza, ed è per questo che oggi presento ai leader il piano di riarmo dell’Europa», ha aggiunto von der Leyen.

Il progetto annunciato martedì dalla presidente della Commissione prevede fino a ottocento miliardi di europ per investimenti nella difesa e offre maggiore flessibilità agli Stati membri per investire nella difesa, e amplia le possibilità di investire nell’industria della difesa ucraina o di procurarsi capacità militari che vanno direttamente all’Ucraina. «Il piano va a vantaggio del riarmo dell’Europa, del riarmo dell’Unione europea, ma anche dell’armamento dell’Ucraina nella sua lotta esistenziale per la sua sovranità e integrità territoriale», ha detto ancora von der Leyen.

«È fantastico sapere che non siamo soli», ha risposto immediatamente Volodymyr Zelensky all’arrivo al vertice europeo. Il presidente ucraino ha ringraziato i leader europei per il loro «forte sostegno» che va avanti «fin dall’inizio della guerra ed è proseguito durante tutto questo tempo».

Anche il presidente del Consiglio polacco Donald Tusk, arrivato a Bruxelles, ha parlato definito questa giornata come un momento cruciale per l’Europa. «È un giorno in cui tutto può cambiare e probabilmente cambierà, per quanto riguarda la determinazione dell’Europa nel riarmarsi e rafforzare l’industria della difesa e la reattività ad affrontare questa sfida che la Russia pone al mondo», ha detto. «L’Europa nel suo insieme è veramente in grado di vincere qualsiasi confronto militare, finanziario ed economico con la Russia: siamo semplicemente più forti».

Tusk ha aggiunto la possibilità di prendere in considerazione la proposta avanzata ieri dal presidente francese Emmanuel Macron di usare la deterrenza nucleare francese com ombrello difensivo per l’Europa. «Tutti ormai sono determinati ad accettare la sfida della corsa agli armamenti con la Russia», ha detto Tusk. «Quindi vale la pena prendere in considerazione anche la proposta della Francia dell’ampliamento della possibilità di deterrenza nucleare».

Per il primo ministro lussemburghese Luc Frieden è necessaria una maggiore difesa europea e il Consiglio di oggi dovrebbe prendere decisioni anche se alcuni Paesi non sono d’accordo con quanto proposto. «Abbiamo bisogno di più difesa europea e se uno o due Paesi non vogliono condividere questa visione, penso che gli altri dovrebbero andare avanti il ​​più possibile. Ed è questo che sto sostenendo», ha detto Frieden intercettando uno dei principali problemi organizzativi dell’Unione.

Sul tavolo a Bruxelles c’è anche il progetto della coalizione dei volenterosi per mandare un contingente al fronte ucraino in funzione di peacekeeping. «È un contesto sempre più difficile, ed è per questo abbiamo considerato nelle nuove iniziative la coalizione dei volenterosi, in modo che un Paese non possa bloccare tutti gli altri», ha detto l’Alta rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas rispondendo a una domanda sul veto annunciato dal premier ungherese, Viktor Orbán, sulle conclusioni sull’Ucraina. «Rimaniamo impegnati per raggiungere accordi a ventisette», ha aggiunto.

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