Dalla newsletter settimanale di Greenkiesta (ci si iscrive qui) – I meccanismi finanziari per sostenere i Paesi climaticamente più vulnerabili sono sempre al centro della diplomazia verde, anche quando i riflettori delle Conferenze delle parti (Cop) sono spenti.
A proposito, il 10 aprile alle Barbados è terminata – nel silenzio generale – la quinta riunione del comitato che si occupa di implementare il fondo Loss and damage, finalizzato al risarcimento degli Stati più poveri e meno responsabili della crisi del clima. Lo strumento, istituito alla Cop27 del 2022, non è ancora operativo. La protagonista del vertice è stata la padrona di casa Mia Mottley, prima ministra delle Barbados dal 2018 e principale portavoce delle grida d’allarme del Sud del mondo (la ricorderete forse per il suo discorso in Egitto durante la Cop27, quando citò Bob Marley per parlare di giustizia climatica).
Mia Mottley non fa parte del board per il Loss and damage, ma è la co-presidente della Global solidarity levies task force, pensata per elaborare le proposte concrete da mettere sul piatto della Cop30 di novembre. Il suo carisma e il suo senso d’urgenza hanno contribuito in modo determinante al raggiungimento di un risultato da non sottovalutare: il Fund for responding to Loss and Damage (Frld) – nome ufficiale del fondo – metterà a disposizione duecentocinquanta milioni di dollari fino alla fine del 2026.
Nello specifico, verranno erogate sovvenzioni comprese tra i cinque e i venti milioni di dollari per i progetti presentati dagli Stati più poveri, i cui governi potranno ricevere anche sostegni finanziari diretti per le misure d’emergenza successive agli eventi estremi (gli alloggi temporanei per gli sfollati, per esempio).
Duecentocinquanta milioni sono noccioline rispetto ai bisogni di queste popolazioni, ma ora almeno esiste una strategia per la fase di avvio del meccanismo finanziario che darà sostanza al Fondo. Secondo l’accordo, i piccoli Stati insulari in via di sviluppo (Sids) e i Paesi meno sviluppati (Ldc) riceveranno almeno il cinquanta per cento delle risorse erogate durante il primo stadio dei finanziamenti.
Per aumentare il denaro stanziato bisogna «pensare fuori dagli schemi», ha detto Mia Mottley, che ha proposto di raccogliere risorse attraverso tasse più elevate sui voli aerei, i trasporti marittimi e i progetti per l’estrazione di gas e petrolio.
«Chi ha contribuito al problema deve contribuire a risolverlo e lasciare qualcosa sul tavolo», ha aggiunto Mottley durante l’incontro alle Barbados, puntando poi il dito contro gli amministratori delegati delle aziende fossili: «A meno che non abbiano un piano immediatamente accessibile per vivere su Marte o Plutone, anche loro diventeranno le vittime di questa crisi». Secondo la rete di Ong “Loss and damage collaboration”, il fabbisogno effettivo per il risarcimento climatico dei Paesi in via di sviluppo ammonta a quattrocento miliardi di dollari l’anno; al momento, i governi hanno versato nel fondo Loss and damage soltanto trecentoventuno milioni, a fronte di un impegno complessivo da settecentosessantotto milioni.