Un altro mondo Helsinki, il posto dove si diventa felici e dove la modestia è cool

In finlandese, “sisu” è una parola che descrive l’arte magica che ci aiuta ad affrontare le battaglie quotidiane con il sorriso. Nella terra più buia del pianeta e con poche risorse naturali credono nella felicità e ne fanno una ragione di vita

Photo by Chikako Harada

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«L’estate scorsa ho accompagnato un signore americano per tutta la giornata, ma credo sia rimasto deluso da Helsinki. Se cerchi l’effetto wow, lo scorcio instagrammabile, la veduta mozzafiato, questa città non fa per te», mi dice la guida Jaana Woll mentre camminiamo per la città. Ero già stata nella capitale finlandese e questo giro mi sono fermata una settimana per capire perché ogni volta la saluto con già addosso la voglia di tornarci. E com’è possibile che la Finlandia negli ultimi sette anni di fila abbia conquistato il titolo di nazione più felice al mondo, secondo la valutazione del World Happiness Report, la pubblicazione annuale che dal 2011 analizza il livello di felicità e benessere degli individui a livello mondiale. Per dire, noi italiani, ammirati e invidiati in ogni dove, nel 2024 siamo al 41esimo posto. Mentre loro, con un tempo da schifo per buona parte dell’anno, scarsità di risorse naturali e la Russia di Putin dietro l’angolo è dal 2018 che ci fanno marameo dal primo posto.

Armi a Veijo Rönkkönen’s Park, 2021. Photo by Hertta Kiiski

«I finlandesi ti parlano guardandoti le scarpe». Mi risponde così Walter Långstedt durante una finlandesissima cena stellata da Finnjävel Salonki a pochi minuti dalla Stazione Centrale, quando gli chiedo che tipi sono. Suo padre, Håkan Långstedt è l’anima creativa di Saas Instruments, un’azienda di illuminazione dal claim all’apparenza paradossale, protecting darkness, proteggere il buio. Ed è l’eccezione che conferma la regola: occhi vispi come un temporale di primavera, li fa turbinare nei miei e aggiunge: «Siamo onesti». 

Mi aveva avvisata il fenomenale driver sardo incontrato in aeroporto, da 24 anni felicemente trapiantato nel grande Nord: «Non ti aspettare chiacchiere di facciata, i finlandesi non contemplano lo small talk». Una dritta, anzi la dritta da tenere a mente per chi voglia socializzare lì. Ma il bello di Helsinki è che te la giri a piedi, e se ti affacci sulle strisce pedonali sai che nessuno ti guarderà come se gli stessi rubando la merenda e quando devi rispondere a un po’ di e-mail ti infili nella frequentatissima Biblioteca Centrale Oodi, o meglio ancora nell’Helsinki Music Centre – una multisala da concerti con tanto di techno room per le performance che viaggiano sui 140 bpm, piena di tavoli e sedie – dove basta ordinare un caffé per trattenerti per ore. Se poi devi andare un po’ più lontano, prendi il tram. Nessuno corre per salirci perché la gente ha una certezza: i conducenti se ti vedono in arrivo, ti aspettano!

Helsinki. Photo by Hertta Kiiski

«Ho scoperto dei punti fenomenali all’uncinetto chiacchierando con una signora sul tram», mi spiega Juha Vehmaanperä, un premio in Finlandia come Young Designer of the Year nel 2022, con degli abiti in crochet o maglia più vicini al mondo dell’arte pura che alla moda. Passiamo una mattinata insieme in un caffè a sferruzzare, attività di cui giovani, vecchi, maschi e femmine sono quasi tutti esperti, perché è una materia scolastica come il cucito e il rammendo. Alt, spiegatemi: preferite stare zitti piuttosto che ciacolare del più e del meno e poi attaccate bottone sul tram? Ecco un’altra chiave per comprendere Helsinki, i finlandesi e quel primo posto da happy people per sette anni di fila. Non staccano gli occhi dai tuoi mocassini, ma se tu inizi il discorso, sono contentissimi di parlarti.

Il terzo giorno mi prende l’ansia. Mi sto godendo ogni incontro, ogni scorcio, ogni museo (oltre ai centralissimi Amos Rex e al Kiasma dedicato all’arte contemporanea, vale la pena visitare la casa e lo studio del grande architetto Alvar Aalto e l’Emma – Espoo Museum of Modern Art che ospita la fondazione dedicata alla coppia di designer Tapio Wirkkala e Rut Bryk (due pilastri della cultura finlandese), ma forse dovrei impegnarmi di più per scovare un nuovo quartiere cool, il cocktail bar stiloso, la tendenza super giusta.

Hertta Kiiski, artista visiva e multidisciplinare. Photo by Hertta Kiiski

Sono entrata nella cappella del silenzio, un pacifico, gigantesco ventre tutto in legno (il patrimonio nazionale per eccellenza) in piazza Narinka, aperto a chiunque sia in cerca di quiete. E la stessa rassicurante sensazione la trasmette l’ipnotica hall del nuovo Katajanokan Laituri building, a metà tra uffici e hotel, progettato dal pool di Anttinem Oiva Architects che promuove l’edilizia in legno con l’obiettivo concreto di essere carbon neutral. L’edificio affaccia su quella che in passato era la zona marittima e industriale di Katajanokka, lì dove entro il 2030 conta di aprire la nuova sede del Museo dell’Architettura e del Design dopo che il prossimo settembre verrà annunciato il progetto vincitore dei cinque finalisti selezionati tra le 624 risposte alla open call.

Nell’attesa, la città porta avanti un progetto di riqualificazione della zona di Kruunuvuorenranta, in cui gli spazi residenziali, in parte già abitati, dialogano con la light art di una serie di installazioni luminose visibili anche dall’altro lato della baia, siccome Helsinki, con le sue foreste urbane e le mille insenature del mare, ha un tasso molto contenuto di inquinamento luminoso. Ai finlandesi il buio non fa paura, perché ci convivono da sempre, ne comprendono la bellezza, lo proteggono per davvero.

Algae socks, 2017. Photo by Hertta Kiiski

Teemu Kiiski, amministratore delegato di The Finnish Design Shop, uno che avrebbe tutti i presupposti per tirarsela, sceglie la parola modestia per spiegarmi cosa lo rende felice. «Accontentarmi di ciò che ho, per me è un valore. La modestia è cool». Ed è lui a suggerirmi una tappa nella sauna misteriosa. A differenza della prima, è un piccolo edificio semi-nascosto da imponenti lavori pubblici. In buona parte del mondo sarei terrorizzata a camminare in un posto così da sola, non lì. Varco la soglia, ad accogliermi c’è Nene, una giapponese ipnotica che insieme al marito ha aperto quell’angolo di quiete e lanterne che l’illuminano di luce fioca. Mi spiega le regole (in sauna nude e in silenzio, in mare col costume e occhio a non scivolare se c’è ghiaccio), poi mi indica lo spogliatoio.

Siedo sul mio asciugamanino e mentre il mio corpo si arroventa circondato da sconosciute percepisco la totale assenza di giudizio, la potenza di un’introspezione quotidiana, il senso di appartenenza non a una nazione, ma all’umanità, alla natura, all’universo. Vorrei scrivervi l’indirizzo, ma lei accetta di farsi fotografare a un patto: non rivelare dov’è e come si chiama il posto, per proteggerne la pace. Due consigli però ve li posso dare. Se passate da Helsinki, provate a chiedere a qualcuno sul tram se conosce la sauna di Nene, mal che vada, vi insegnano un po’ di uncinetto. E ricordate queste parole: Helsinki non è una foto da sbandierare, non la zona figa da bazzicare (anche se Kallio non scherza, tra vintage shop, ristorantini, bistrò e good vibes e nemmeno il Design District) o il posto dove farsi notare. Helsinki è uno state of mind, una dimensione in cui rallenti, ti ascolti, ti connetti con te stessa e con il mondo pure in mezzo alla città.

Ho fatto il battesimo del bagno nel mare gelido post-sauna alla Löyly, indirizzo conosciutissimo dove locals e stranieri celebrano l’aspetto conviviale della sauna ed è lì che ho cominciato a capire. La sauna-culture non è un’invenzione di marketing per stupire noi stranieri, è il manifesto di un modo di vivere.

Photo by Hertta Kiiski

CINQUE ESPERIENZE DA FARE PER SENTIRSI FINNISH PEOPLE

Dormire nella Finlandia Hall
Forse è il monumento simbolo di Helsinki. Progettato da Alvar Aalto e costruito tra il 1967 e il 1971 con candide facciate di marmo di Carrara e tetti verdi per il rame, il complesso pensato per ospitare concerti, meeting e conferenze è stato da poco riaperto dopo gli importanti lavori di restauro, con una novità assoluta. Nei due appartamenti che un tempo accoglievano i tecnici dell’edificio e le loro famiglie è ora possibile soggiornare. Hanno ingressi indipendenti, sono dotati di una piccola cucina attrezzata di tutto punto, camera da letto, living room e in ogni dettaglio rispettano lo stile di Aalto, mescolando arredi originali a dei classici contemporanei. Le grandi finestre affacciano sul parco e la sensazione di dialogare con il grande architetto è emozionante.
Mannerheimintie 13 e 00100 Helsinki, si entra da Hesperia Park

For men only
Non fatevi strane idee, Kaartinen & Kuusela è un fornitissimo negozio di vintage solo da uomo e con una proposta di cappotti, giacche, pantaloni e completi formali, interpretati dai due proprietari con un delizioso piglio weird-chic.
Arkadiankatu 19, 00100 Helsinki

Una gita fuori porta: al cinema con Kiarostami
Per gli appassionati di cinema, tassativa è la tappa a Karkkila, dove il regista Aki Kaurismäki e il poeta e sceneggiatore Mika Latti hanno aperto Kino Laika. Si tratta di una sala cinematografica ricavata in un capannone industriale dismesso, dove la programmazione spazia dai grandi classici, a documentari rari, ai blockbuster del momento, con bar e spazio per conferenze annesso. Si raggiunge in circa un’ora di auto da Helsinki.
Valurinkatu 2 C, Karkkila

Photo by Hertta Kiiski

Gioielli ancestrali (e a fin di bene)
Kalevala è il marchio fondato nel 1937 da un gruppo di donne che, producendo gioielli ispirati ai monili della tradizione locale, volevano raccogliere fondi per costruire una statua omaggio alla donna finlandese. La Seconda Guerra Mondiale sconvolge i loro piani, decidono di utilizzare il denaro per sostenere le donne in difficoltà durante il conflitto e continuano a farlo, come testimonia l’impegno fissato nel 2020 di devolvere un terzo dei propri profitti per attività benefiche e welfare aziendale. Oltre alle collezioni nuove, nello store è possibile acquistare anche dei Kalevala pre-loved che il brand ricondiziona e rimette sul mercato.
Keskuskatu 3, 00100 Helsinki

A pranzo con Loretta Goggi e Little Tony
A Helsinki si degusta una cucina semplice e sorprendente (non avrei mai pensato di fare un bis di barbabietole), se però cercate un’esperienza super finnish, il consiglio è di pranzare da Kirsikka al primo piano del Mercato Coperto. I piatti sono veloci, il proprietario gentilissimo e appassionato d’arte contemporanea, ma è la playlist a fare la differenza. Toto Cutugno, Loretta Goggi, Mina, Caterina Caselli, Fred Buscaglione, Little Tony, Adriano Celentano, Ricchi e Poveri: i loro grandi successi tradotti e cantati in finlandese sono una bomba.
Hakaniemi Market Hall, Hämeentie 1 A, 00530, Helsinki

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