SuperinsegnantiL’intelligenza artificiale può aiutarci a ravvivare la voglia di imparare sempre più cose

Le nuove tecnologie permetteranno ai professori di calibrare il metodo di insegnamento più adatto a ogni studente e li libererà dalle mansioni burocratiche. Così avranno più tempo per dedicarsi al loro ruolo più importante (che nessuna macchina sa svolgere): coinvolgere gli allievi facendoli innamorare della loro materia

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Questo è un articolo del nuovo numero di Linkiesta Magazine, con gli articoli di World Review del New York Times. Si può comprare, qui sullo store, con spese di spedizione incluse. O in edicola a Milano e Roma e negli aeroporti e nelle stazioni di tutta Italia dal 28 dicembre.

Quando avvengono molto rapidamente dei cambiamenti di grande portata gli esseri umani sono portati a temere il peggio, perché l’evoluzione ci ha condizionati ad anticipare i predatori. E oggi molti di noi vedono l’Intelligenza Artificiale come un predatore. È facile credere all’idea che l’IA cancellerà molti posti di lavoro. Ho diretto il Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory del Massachusetts Institute of Technology in quelli che oggi sembrano essere stati gli anni dell’adolescenza dell’IA e, grazie alla mia esperienza, posso affermare che la paura che le macchine possano prendere il sopravvento non è certo nuova.

La mia generazione credeva che l’invenzione della prima calcolatrice portatile avrebbe sconvolto l’apprendimento. Invece, le calcolatrici hanno democratizzato l’accesso alla matematica, dal momento che, dando agli studenti la possibilità di risolvere i problemi più velocemente, li hanno liberati dalla necessità di perdere tempo nei calcoli di base e hanno permesso loro di concentrarsi su ragionamenti di livello superiore.

L’IA potrebbe avere un impatto altrettanto rivoluzionario sull’istruzione, potenziando le capacità degli insegnanti. I docenti potranno infatti adattare i percorsi di apprendimento a ogni singolo studente, secondo modalità fin qui inimmaginabili. Questo potenziale di trasformazione può amplificarsi ulteriormente integrando l’IA con l’istruzione digitale per accedere così, in tempo reale, a molti dati su come gli studenti stanno imparando. È naturale preoccuparsi per i cambiamenti. L’ignoto viene spesso percepito come una minaccia. Ma la storia ci ha insegnato una lezione innegabile: costruire dei muri per proteggersi seguendo

l’istinto non fa che ritardare l’inevitabile. Quei muri verranno scalati e alla fine crolleranno. La qualità che dobbiamo sviluppare per riuscire a rimanere rilevanti in un mondo in continua evoluzione non è quindi la capacità di difenderci ma quella di adattarci. Per chi, come me, fa l’insegnante, questo significa respingere le previsioni millenaristiche e concentrarsi nel rinnovare il proprio modo di vedere le cose. L’IA non è qui per sostituirci: se sapremo usarla in modo responsabile, è qui per aiutarci a diventare dei “superinsegnanti”.

Pensiamo allo sviluppo tecnologico delle auto a guida autonoma. Nella maggior parte dei casi, il conducente è ancora presente, ma le tecnologie ibride, come il cruise control, gli avvisi di deviazione dalla corsia di marcia, la frenata automatica e l’assistenza al parcheggio, stanno rendendo più efficaci le capacità umane e stanno ridisegnando il significato del concetto di “stare al volante”.

Lo stesso fenomeno si sta verificando anche nelle aule scolastiche. Gli insegnanti rimangono al loro posto mentre iniziano a comparire alcuni strumenti che utilizzano l’IA (per svolgere, ad esempio, funzioni di tutoring, consulenza, valutazione, analisi dei corsi di studio e traduzione) che liberano gli insegnanti da mansioni ripetitive e da adempimenti burocratici. E questo consente loro di concentrarsi su ciò che conta davvero: coinvolgere e ispirare gli studenti, migliorando, al contempo, la qualità e l’accesso all’istruzione.

Naturalmente, l’evoluzione è graduale. A breve termine, l’IA aiuterà gli insegnanti a preparare le lezioni, a trovare esempi efficaci e a generare dei quesiti su misura per ogni studente, mentre i programmi personalizzati per l’individuazione dei problemi si riveleranno uno strumento utile per evitare imbrogli, con l’IA che fornirà feedback istantanei. Più a lungo termine è possibile immaginare un mondo in cui l’IA potrà processare i dati relativi a ogni studente per creare dei percorsi di apprendimento personalizzati, il tutto nell’ambito di un programma di studi stabilito dall’insegnante.

I docenti potranno continuare ad avere un ruolo importante dedicandosi a promuovere le discussioni tra gli studenti, a guidare i progetti di gruppo e a cercare di coinvolgere maggiormente i loro allievi, mentre l’IA si incaricherà di dare i voti e utilizzerà il metodo socratico per aiutare gli studenti a scoprire da soli le risposte. Gli insegnanti forniranno incoraggiamento e supporto individuale quando necessario, sfruttando la loro accresciuta disponibilità di tempo e risorse per dare agli studenti un’attenzione in più.

Questo è il futuro in cui stiamo entrando. Anzi, in realtà ne abbiamo già visti alcuni scorci. Su edX, un assistente all’apprendimento – che funziona attraverso l’IA ed è integrato in una piattaforma globale di apprendimento online – fornisce agli studenti un supporto accademico personalizzato ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette, attraverso strumenti che vanno dal riassunto delle lezioni alla proposta di quesiti.

La Khan Academy ha collaborato con Microsoft per lanciare Khanmigo for Teachers, uno strumento che utilizza l’IA per aiutare gli insegnanti a preparare le lezioni, ad analizzare le prestazioni degli studenti e ad assegnare i compiti. Altri sistemi di apprendimento adattivo basati sull’IA possono calibrare la difficoltà dei problemi in base alle prestazioni dei singoli studenti e segnalare le lacune di comprensione prima ancora che l’insegnante se ne accorga.

Io insegno al Massachusetts Institute of Technology da trentasei anni e in tutto questo tempo la costante è stata la quantità di lavoro amministrativo che distoglie un docente dall’insegnamento e dal rapporto con gli studenti. Ho trascorso innumerevoli ore a correggere i compiti e a preparare materiali che, pur avendo una loro utilità, non contribuiscono in modo determinante a suscitare l’interesse degli studenti e a ispirarli. Ora queste mansioni potranno essere automatizzate. Per secoli ci siamo affidati a grandi aule e a programmi di studio rigidi, dando per scontato che tutti gli studenti imparassero allo stesso modo. L’Intelligenza Artificiale ci offre la possibilità di sottrarci a questi schemi, creando delle classi in cui l’apprendimento è personalizzato e dinamico.

Noi, in qualità di educatori, possiamo sfruttare l’IA per trasformare le nostre aule in ambienti in cui gli studenti non rimangano indietro. In queste classi potenziate dall’IA, potremo capire rapidamente quando uno studente è in difficoltà e fornirgli il sostegno di cui ha bisogno in tempo reale, molto prima che prenda in considerazione l’idea di abbandonare la scuola. Potremo offrirgli istantaneamente un preciso feedback sui suoi compiti e, liberati dall’infinito ciclo delle correzioni e delle valutazioni, potremo avere più tempo per entrare in contatto con i nostri studenti.

Sia chiaro: l’IA non potrà mai sostituire quel tocco umano che nell’insegnamento è fondamentale. Nessun algoritmo può replicare l’empatia, la creatività e la passione che un docente porta in classe. Ma l’IA potrà certamente amplificare in un insegnante queste sue qualità. Potrà essere il nostro copilota, il nostro capo del personale che ci aiuterà ad aumentare le nostre capacità e a migliorare la nostra efficacia. Quindi, facciamolo: diventiamo dei superinsegnanti!

Dobbiamo diventare degli esperti di IA e dobbiamo usarla come moltiplicatore delle nostre capacità per poter rendere più efficace il nostro lavoro. Dobbiamo abbandonare le lezioni standardizzate che hanno dominato l’istruzione per troppo tempo e dobbiamo adattare il metodo di insegnamento alle particolari esigenze di ogni studente. Dobbiamo far rinascere quella passione per l’apprendimento permanente che è stata ormai soffocata da modelli di insegnamento obsoleti. Che tu sia un insegnante che si sta evolvendo in un superinsegnante o un altro tipo di professionista che si muove in un posto di lavoro in continua evoluzione, la capacità di adattamento sarà sempre la tua più grande risorsa. Mentre andiamo avanti, dobbiamo abbracciare le opportunità offerte dall’IA e dobbiamo cogliere questo momento di trasformazione. Dopo tutto, il futuro appartiene a coloro che sono pronti a evolversi.

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Questo è un articolo del nuovo numero di Linkiesta Magazine, con gli articoli di World Review del New York Times. Si può comprare, qui sullo store, con spese di spedizione incluse. O in edicola a Milano e Roma e negli aeroporti e nelle stazioni di tutta Italia dal 28 dicembre.

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