FuorigiocoNegli stadi francesi aumentano i casi di abusi sulle tifose ai controlli

Le testimonianze raccolte dopo alcune partite rivelano uno schema inquietante: perquisizioni invasive, contatti non richiesti, e il silenzio istituzionale

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«Se palpare le donne vi eccita, diventate ginecologi». Un messaggio sarcastico – probabilmente più buono nelle intenzioni che nel risultato – quello esposto domenica 6 aprile dagli ultras del Lens, in occasione della partita del campionato francese contro il Saint-Étienne. Il destinatario era la Sir (Section d’Intervertion Rapide), la sicurezza privata preposta ai controlli all’ingresso negli stadi, in coordinamento con gli steward e la polizia, e il caso è uno di quelli che negli ultimi tempi stanno facendo maggiormente discutere nel paese transalpino.

Dopo il Derby del Nord tra Lille e Lens dello scorso 30 marzo, diverse tifose della squadra ospite hanno denunciato di aver subito perquisizioni inopportune e abusive da parte delle forze di sicurezza presenti agli ingressi dello stadio Pierre Mauroy. Il caso ha iniziato a montare sui social media dopo la partita, con numerose segnalazioni che sono state raccolte e rilanciate da Her Game Too France, un’associazione che si occupa di combattere il sessismo negli stadi. Sui propri canali social, l’organizzazione ha messo a disposizione un modulo online da compilare per segnalare gli abusi subiti, ricevendo ulteriori testimonianze. Ma il problema è che episodi di questo tipo, negli impianti sportivi francesi, non sono una novità.

Una delle ultras del Lens ha raccontato a Radio France che i controlli subiti da lei e da altre compagne di tifo in occasione della trasferta a Saint-Étienne sono stati più «violenti» rispetto al solito, segnalando nello specifico il comportamento abusivo di uno steward. «Metteva le mani sul seno, sul sedere. Mai sotto i vestiti, ma alcune ragazze hanno sentito le sue dita sulle parti intime». Riporta la sua testimonianza.

L’Ans (Association nationale des supporters), che coordina e rappresenta i tifosi e le tifose di tutta la Francia, ha però già sollevato in passato questo problema. Negli ultimi anni le segnalazioni di questo tipo di abusi sono cresciute considerevolmente. Per esempio, nel novembre del 2023 sono state depositate cinque denunce per aggressione sessuale contro il personale di sicurezza dello stadio Océane di Le Havre, da parte di sostenitrici sia del Lens che del Lille. Nell’agosto del 2024, un altro episodio si è verificato allo stadio Louis II di Montecarlo, in occasione di una partita tra Monaco e Saint-Étienne, con diverse tifose ospiti che hanno segnalato al proprio club ciò che avevano subito agli ingressi.

Parlando ancora a Radio France, una delle componenti del board dell’Ans ha detto che il recente aumento del numero di denunce può essere dovuto soprattutto a una maggiore sensibilità delle generazioni più giovani sul tema, mentre è possibile che in passato questi abusi venissero normalizzati. Inoltre le segnalazioni arrivano esclusivamente da donne per via del fatto che gli uomini sono meno inclini a denunciare molestie del genere. «Ci sono diverse spiegazioni per tutto questo – ha aggiunto – tra cui quella, piuttosto fantasiosa, ma comunque ricorrente, secondo cui sono le donne a nascondere i fumogeni, e quindi a dover essere bersaglio di maggiori attenzioni durante le perquisizioni».

Al momento, però, nessuna di queste segnalazioni ha mai portato all’apertura di un processo per molestie contro degli steward o degli agenti di sicurezza presenti negli stadi. Tuttavia la protesta degli ultras del Lens si lega trasversalmente anche al recentissimo conflitto tra i gruppi del tifo organizzato e il ministro dell’Interno Bruno Retailleau. All’inizio di marzo, quest’ultimo ha annunciato di voler sciogliere cinque associazioni di tifosi tra le prime due divisioni, incolpandole di frequenti problemi di ordine pubblico.

La crociata di Retailleau contro gli ultras ha creato un forte dibattito, con il ministro che si è però trovato presto in minoranza, contestato non solo dai tifosi, ma anche dall’opposizione e dagli stessi club di calcio. Nel mirino ci sono pure le promesse riforme sul tifo da stadio, che puntano ad aumentare i controlli e le limitazioni per i sostenitori delle squadre di calcio. A supporto della sua posizione, Retailleau cita le necessità di sicurezza durante gli eventi sportivi, mentre i suoi contestatori sottolineano come questi interventi non farebbero altro che compromettere il dialogo tra tifoserie, società e istituzioni, portando a problemi ben più seri.

Mentre il governo è stato abbastanza severo in merito al comportamento dei tifosi in questi mesi – Retailleau ha avuto al suo fianco, nella sua battaglia, anche la ministra dello Sport Marie Bersacq – nessuno dei suoi esponenti ha ancora detto nulla sul crescente fenomeno delle molestie sessuali nei confronti delle tifose. È facile dunque notare un conflitto anche sulle differenti esigenze relative alla sicurezza negli impianti sportivi: da un lato le autorità che vedono unicamente il problema del tifo violento, e dall’altro chi va allo stadio e denuncia maltrattamenti che vengono però sistematicamente ignorati dalle istituzioni.

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