La protestaLe nuove regole sulla cittadinanza hanno fatto arrabbiare gli italoamericani

Il decreto legge è stato approvato in via definitiva, mentre le associazioni statunitensi protestano contro Meloni. Previste deroghe solo se è stata presentata domanda all’ufficio consolare entro il 27 marzo 2025

(La Presse)

La decisione dell’Italia di inasprire le norme sulla cittadinanza per i discendenti di emigranti stranieri ha scatenato un putiferio negli Stati Uniti, che ospitano una numerosa comunità italiana. «Meloni fa arrabbiare gli italoamericani con le regole più severe sulla cittadinanza», scrive il Financial Times.

Dopo l’ondata di domande provenienti dall’America Latina, il governo Meloni ha deciso di limitare i criteri di ammissibilità che finora hanno permesso a qualsiasi discendente diretto di cittadini residenti in Italia, fin dal 1861, di ottenere un passaporto italiano. Le norme, entrate in vigore a marzo e convertite in legge martedì 20 maggio, prevedono che può fare domanda per il passaporto italiano solo chi ha genitori o nonni nati nel nostro Paese. Quindi niente bisnonni o trisavoli, magari emigrati dall’Italia appena dopo l’Unità.

La nuova legge – scrive il Ft – ha suscitato sgomento Oltreoceano, dove alcuni cittadini statunitensi stanno valutando la possibilità di trasferirsi in Europa, soprattutto dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca.

«Le persone sono molto turbate e frustrate», ha detto l’avvocato Marco Permunian, fondatore di Italian Citizenship Assistance, una ong che aiuta gli americani a documentare le proprie origini. «La comunità italoamericana ha sempre nutrito un forte orgoglio per le proprie origini e molti di loro hanno preso la cosa molto sul personale», ha aggiunto.

Gli Stati Uniti ospitano circa 20 milioni di italoamericani, i cui antenati emigrarono principalmente tra la fine del diciannovesimo e l’inizio del ventesimo secolo, quando la comunità rappresentava oltre il 10 per cento della popolazione statunitense.

La questione è stata sollevata anche durante l’ultima visita di Giorgia Meloni a Washington ad aprile. L’amministrazione Trump, in realtà, non sarebbe contraria al provvedimento, perché preoccupata per il numero di latinoamericani che utilizzavano passaporti italiani per entrare negli Stati Uniti.

Ma decine di migliaia di italoamericani, nel frattempo, avevano già avviato le pratiche per chiedere la cittadinanza italiana. «In un momento in cui le relazioni transatlantiche sono sottoposte a nuove pressioni, le voci rassicuranti di 20 milioni di italoamericani fungono da ponti tra le nostre nazioni», si legge in una lettera firmata dai quattro presidenti della delegazione italoamericana al Congresso.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha difeso la decisione, definendola una risposta necessaria all’ondata di latinoamericani che ottengono passaporti italiani non per emigrare in Italia, ma per viaggiare più facilmente negli Stati Uniti e in Europa. «La concessione della cittadinanza è una questione seria», ha detto Tajani. «Non deve essere uno strumento per andare in viaggio a Miami o in altri luoghi con un passaporto europeo».

«La destra conservatrice ha sempre considerato gli italiani all’estero i migliori ambasciatori dell’Italia… una risorsa straordinaria», ha detto al Financial Times il senatore di Fratelli d’Italia Marco Lisei. «Ma poi è emerso un vero e proprio traffico di cittadinanze, che ha costretto il governo a intervenire».

Gruppi come la National Italian American Foundation e gli Italian Sons and Daughters of America hanno fatto pressioni per evitare che il decreto venisse convertito in legge. Per il momento, la National Italian American Foundation è riuscita a ottenere solo alcune concessioni. Nel decreto, appena approvato in via definitiva alla Camera, sono previste deroghe se è stata presentata domanda all’ufficio consolare o al sindaco entro il 27 marzo 2025 o se si è ricevuto entro questa data una comunicazione di appuntamento.

Inoltre, Roma sta permettendo a coloro che avevano perso la cittadinanza italiana al momento della naturalizzazione negli Stati Uniti di riottenere il passaporto italiano. Fino al 1992, l’Italia non riconosceva la doppia cittadinanza, quindi gli immigrati che si naturalizzavano come cittadini statunitensi dovevano rinunciare alla cittadinanza italiana. Il governo italiano aveva inizialmente pianificato di impedire anche a questi doppi cittadini di ottenere il passaporto italiano, ma poi ha fatto marcia indietro.

La tipologia sociale degli italoamericani che aspirano a ottenere il passaporto italiano è assai diversa da quella dei venezuelani o brasiliani che puntano a usare il documento come una chiave di accesso agli Stati Uniti o all’Europa. Nella maggior parte dei casi, si tratta di persone benestanti che vogliono comprare case nei paesi dei loro avi o trasferirsi in Italia dopo la pensione. Quindi vivono il provvedimento del governo italiano come un tradimento.

Robert Allegrini, presidente della Niaf, ha dichiarato che l’associazione è «delusa» dal fatto che i cambiamenti approvati renderanno «ancora più difficile» per i discendenti degli immigrati italiani avanzare richieste di cittadinanza.

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