Chat fatali La rimozione di Mike Waltz dal ruolo di consigliere per la Sicurezza nazionale

Al suo posto, ad interim, è stato nominato Marco Rubio, che ora ricopre quattro incarichi all’interno dell’amministrazione Trump. L’ex deputato diventerà ambasciatore alle Nazioni unite

AP Photo/LaPresse, ph. Alex Brandon

Dopo i rumors giornalistici, è arrivata la conferma via Truth da parte di Donald Trump: Mike Waltz non è più il consigliere per la Sicurezza nazionale degli Stati Uniti. È stato rimosso dal suo incarico. La stampa americana ritiene che il presidente abbia preso questa decisione per via del coinvolgimento di Waltz all’interno del cosiddetto “chatgate”.

È stato lui, infatti, ad aggiungere per errore il giornalista Jeffrey Goldberg – direttore dell’Atlantic – all’interno della chat riservata in cui diversi funzionari dell’amministrazione Trump stavano parlando di delicati piani militari in Yemen contro i ribelli Houthi. “The Trump Administration Accidentally Texted Me Its War Plans”, è il titolo dell’articolo con cui Goldberg, il 24 marzo di quest’anno, ha raccontato un’esperienza surreale che ha sconvolto l’intera Casa Bianca. 

Trump, sempre su Truth, ha aggiunto che Waltz che verrà nominato – in caso di conferma da parte del Senato – ambasciatore degli Stati Uniti alle Nazioni unite. A sostituirlo ad interim nel ruolo di consigliere per la Sicurezza nazionale sarà Marco Rubio, già segretario di Stato dell’amministrazione Trump. “Marco Rubio, Secretary of Everything”, ha scritto il New York Times nel pezzo in cui ha riassunto tutti i ruoli di Rubio alla Casa Bianca. 

Rubio, 53 anni, è attualmente segretario di Stato, amministratore ad interim dell’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (Usaid), archivista ad interim dell’amministrazione nazionale degli archivi e dei registri (Nara) e consigliere ad interim per la Sicurezza nazionale. Ben quattro incarichi – il presidente cinese Xi Jinping ne ricopre meno, “solo” tre – che «potrebbero rappresentare un record nella storia moderna degli Stati Uniti», aggiunge il New York Times. 

Trump non ha fatto riferimenti al “chatgate”, limitandosi a ringraziare Waltz per il suo operato: «Durante la sua esperienza in uniforme sul campo di battaglia, al Congresso e nel ruolo di mio consigliere per la Sicurezza nazionale, si è sempre impegnato a mettere al primo posto gli interessi della nostra Nazione. So che farà lo stesso anche nel suo nuovo incarico».

Dopo lo scandalo successivo all’articolo dell’Atlantic, il presidente degli Stati Uniti aveva definito Waltz «un brav’uomo» che aveva «imparato la lezione», difendendolo pubblicamente. L’ormai ex consigliere per la Sicurezza nazionale ha subito ammesso il suo coinvolgimento all’interno della vicenda, senza però mettere sul tavolo l’ipotesi delle sue dimissioni. 

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