La guerra dei 12 giorniIl precario cessate il fuoco tra Israele e Iran

Teheran ha lanciato sei ondate di missili contro il territorio israeliano provocando tre vittime, poche ore dopo l’annuncio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di un’intesa «completa e totale» tra i due Paesi

LaPresse

L’Iran ha lanciato sei ondate di missili contro Israele nelle prime ore di martedì, uccidendo tre civili nella città meridionale di Beersheba, soltanto poche ore dopo che il presidente statunitense Donald Trump aveva annunciato un cessate il fuoco «completo e totale» tra Israele e Iran. Le sirene hanno suonato in tutta la regione centrale e meridionale di Israele, compresa l’area di Tel Aviv, mentre le difese aeree israeliane sono state attivate per intercettare i missili in arrivo. Il bilancio confermato dalle autorità sanitarie israeliane è di tre morti, tra cui una donna di circa 30 anni, e almeno sei feriti.

Trump aveva reso pubblico l’annuncio nella tarda serata di lunedì, in un lungo post pubblicato sulla piattaforma Truth Social, affermando: «È stato pienamente concordato tra Israele e Iran che ci sarà un cessate il fuoco completo e totale (tra circa 6 ore, quando Israele e Iran avranno completato le loro missioni in corso), della durata di 12 ore, al termine del quale la guerra sarà considerata conclusa». Trump ha poi aggiunto: «Iran inizierà ufficialmente il cessate il fuoco e, alla dodicesima ora, lo inizierà Israele. Alla ventiquattresima ora, il mondo saluterà ufficialmente la fine della GUERRA DEI 12 GIORNI».

Il presidente ha poi dichiarato a Nbc News di attendersi che il cessate il fuoco «duri per sempre». In realtà, al momento dell’annuncio, né Israele né l’Iran avevano confermato ufficialmente l’esistenza di un accordo operativo. Poco dopo la pubblicazione del messaggio, il portavoce delle forze di difesa israeliane ha precisato: «Il Comando del Fronte Interno chiarisce che non vi è alcun cambiamento nelle direttive per la popolazione. Continuate a seguire le istruzioni ufficiali».

Dal fronte iraniano, la risposta è stata ambigua. Il ministro degli Esteri Seyed Abbas Araghchi ha scritto su X: «Come l’Iran ha ripetutamente chiarito: Israele ha lanciato la guerra contro l’Iran, non il contrario. Al momento non esiste alcun “accordo” su un cessate il fuoco o sulla cessazione delle operazioni militari». Ma Araghchi ha anche aggiunto: «Se il regime israeliano fermerà la sua aggressione illegale contro il popolo iraniano entro le 4 del mattino ora di Teheran, non abbiamo intenzione di proseguire la nostra risposta». La decisione finale, ha detto, «sarà presa in seguito».

Nel frattempo, le forze israeliane hanno diramato avvisi di evacuazione per i distretti di Mehran e Distretto 6 di Teheran, segnalando che le operazioni militari proseguiranno anche nella capitale iraniana. Le agenzie di stampa iraniane, come Snn, parlano invece di un cessate il fuoco «imposto al nemico» grazie alla «punizione esemplare inflitta dagli attacchi missilistici» e alla «resistenza del popolo iraniano».

Dietro le quinte, la mediazione è stata condotta da Washington con un ruolo chiave del Qatar. Secondo quanto riferito da Reuters, il primo ministro qatariota ha assicurato il consenso di Teheran al cessate il fuoco dopo una serie di contatti con la Casa Bianca. Trump avrebbe parlato direttamente con l’emiro del Qatar per ottenere la cooperazione di Teheran, dopo aver già ottenuto l’assenso israeliano.

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha dichiarato: «Ora l’Iran è incapace di costruire un’arma nucleare con l’equipaggiamento che ha, perché lo abbiamo distrutto». Tuttavia, l’Iran ha risposto annunciando che il Parlamento ha approvato in commissione una proposta di legge per sospendere la cooperazione con l’Aiea, compresa l’installazione di telecamere di sorveglianza e le ispezioni nei siti nucleari.

Il mercato petrolifero ha reagito con sollievo. Il prezzo del greggio è crollato di oltre il sette per cento nella giornata di lunedì. La decisione iraniana di non chiudere lo stretto di Hormuz ha contribuito a rassicurare gli investitori, nonostante l’incertezza sulla stabilità a lungo termine dell’accordo.

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