Piange il telefonoValditara vuole bandire i cellulari dalle superiori anche per fini didattici

Il ministro dell’Istruzione e del Merito ha annunciato una circolare che estenderà il divieto di dispositivi elettronici agli istituti secondari, includendo ogni utilizzo legato alla didattica in classe

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Dal prossimo anno scolastico i telefoni cellulari saranno banditi anche dalle scuole superiori. Lo ha annunciato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, spiegando che la nuova stretta riguarderà non solo l’uso personale durante le lezioni, ma anche l’impiego per scopi didattici. Una circolare è attesa nelle prossime settimane per rendere operativo il divieto in tutti gli istituti.

L’obiettivo, ha chiarito il ministro, è restituire centralità all’attenzione in classe e contenere l’impatto negativo della tecnologia sulla qualità dell’apprendimento. «Per il prossimo anno scolastico noi vorremmo vietare l’uso dei cellulari anche per le scuole superiori», ha detto Valditara nel corso della trasmissione “Cinque Minuti” su Rai Uno. Poco dopo, intervenendo a “Porta a Porta”, ha ribadito: «Emaneremo una circolare perché dal prossimo anno sia vietato l’utilizzo del cellulare, anche per scopo didattico».

Non è un tema nuovo per il ministro, che già nel 2022 aveva firmato una circolare per limitare l’uso degli smartphone nelle scuole del primo ciclo. Già allora aveva parlato della necessità di «tutelare l’apprendimento dei ragazzi e il rispetto per i docenti», citando i rischi legati alla distrazione, alla perdita di concentrazione e a un rapporto sempre più debole con la figura dell’insegnante.

Ma stavolta il segnale è più netto: fuori gli smartphone anche quando si pensa di usarli bene, per studiare. E non è solo una questione italiana. Valditara ha fatto sapere di aver portato a Bruxelles una proposta per vietare l’uso dei cellulari in tutte le scuole europee. Secondo il ministro, Francia, Svezia e altri Paesi hanno accolto l’idea con interesse. La linea è quella di una scuola che protegge la concentrazione e rimette al centro il rapporto diretto tra studenti e insegnanti.

Uno studio dell’Università di Milano-Bicocca, presentato lo scorso febbraio, ha confermato che l’uso precoce di smartphone e social network incide negativamente sul rendimento scolastico. E al G7 dell’Istruzione a Trieste, anche l’Ocse e l’Unesco hanno messo in evidenza un legame tra iperconnessione e calo delle competenze. Per Valditara, sono prove sufficienti: «I risultati della ricerca rappresentano un’ulteriore conferma della bontà e necessità della nostra decisione».

Accanto alla stretta sui cellulari, il ministro rilancia anche il tema dell’accesso ai social: «Ritengo importante vietare l’uso dei social sotto i quindici anni», ha dichiarato, facendo riferimento a una proposta di legge bipartisan già in discussione in Parlamento. «Mi auguro che venga approvata rapidamente».

Nel frattempo, Valditara è intervenuto anche sul caso del professore autore di un post violento contro la figlia della premier Giorgia Meloni. «Il rischio licenziamento sicuramente c’è», ha detto, precisando che il docente è stato sospeso in via cautelativa e che «chi inneggia alla violenza è incompatibile con l’insegnamento».

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