Al G7Trump fa il portavoce di Putin, l’Europa fa finta di non capire

Il presidente americano dice che è stato un errore escludere il capo del Cremlino dalle riunioni dei Grandi della Terra, scrive Francesco Cundari nella newsletter “La Linea”. Arriva tutte le mattine dal lunedì al venerdì più o meno alle sette

LaPresse

Appena arrivato in Canada per il G7, Donald Trump ha definito «un grosso errore» averne escluso la Russia. «Barack Obama e una persona di nome Trudeau non volevano avere la Russia dentro», ha detto con il suo solito stile da adolescente che gioca a interpretare un personaggio del Padrino. «Direi che è stato un errore, perché penso che non ci sarebbe una guerra adesso se ci fosse la Russia. E non ci sarebbe una guerra adesso se Trump fosse stato presidente quattro anni fa».

Il bello è che la Russia fu esclusa proprio per avere attaccato l’Ucraina, occupando la Crimea e seminando il caos nel Donbas. Ma non nella delirante immaginazione trumpiana. «Putin parla con me, non parla con nessun altro, perché si è sentito molto insultato quando è stato cacciato dal G8», ha spiegato. Non sorprendentemente, visto l’incipit, gli Stati Uniti non sembrano intenzionati a sottoscrivere alcun comunicato finale, e hanno subito rifiutato di sostenere un documento in favore della de-escalation tra Israele e Iran.

Insomma, dopo l’assurda apertura a un ruolo di Vladimir Putin come mediatore sulla guerra in Medio Oriente, che la propaganda russa, non solo in patria, ha subito celebrato come la prova dell’imminente abbandono dell’Ucraina, si direbbe che la posizione di Trump si confermi molto distante dagli alleati europei su tutti i principali temi di politica internazionale, e assai più allineata non solo agli interessi russi, ma alla loro stessa narrazione, visione del mondo, scala di priorità e di valori.

Ancora una volta, gli europei sembrano però non volerne prendere atto, e continuare a pensare di poterlo riportare alla ragione a forza di chiacchiere, mentre Giorgia Meloni si defila, tentando di non mettersi contro nessuno, né Trump né i leader europei. Un gioco che va avanti da quando Trump è stato rieletto alla Casa Bianca e che finora non pare aver dato grandi frutti per nessuno.

Questo è un estratto di “La Linea” la newsletter de Linkiesta curata da Francesco Cundari per orientarsi nel gran guazzabuglio della politica e della vita, tutte le mattine – dal lunedì al venerdì – alle sette. Più o meno. Qui per iscriversi.

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