Modello MilanoAnche Beppe Sala è indagato nell’inchiesta sull’urbanistica

Al sindaco sono contestate «false dichiarazioni su qualità personali proprie o di altre persone» e il concorso in «induzione indebita a dare o promettere utilità»

Lapresse

C’è anche il sindaco di Milano Beppe Sala fra gli indagati nell’inchiesta della procura di Milano sull’urbanistica in città. I reati ipotizzati sono due. La prima è «false dichiarazioni su qualità personali proprie o di altre persone», che, come scrive il Corriere della Sera, «si riferisce all’attestazione di assenza di conflitti di interesse di Marinoni con costruttori o progettisti di lavori esaminati dalla Commissione, nel momento in cui, pur essendo quei conflitti noti a Sala secondo i pm, Marinoni già indagato venne riconfermato dal sindaco nel dicembre 2024 presidente per il 2025/2029 dell’organismo, poi sciolto e tutt’oggi acefalo».

La seconda ipotesi su Sala è un concorso in «induzione indebita a dare o promettere utilità», , per presunte pressioni esercitate nell’ambito del progetto di riqualificazione del Pirellino. Secondo l’accusa, «Tancredi, pressato da Boeri e da Catella, e minacciato della “rottura” che la mancata approvazione del progetto avrebbe provocato», avrebbe «insistito a sua volta dietro le quinte con Marinoni, riferendogli anche che il sindaco Sala aveva ricevuto le rimostranze di Catella e Boeri affinché si decidesse ad esprimersi favorevolmente, confezionando ad arte e “trovando argomenti” per un parere almeno “favorevole condizionato” per mettersi al riparo dagli attacchi di Catella e Boeri».

Dalle carte emergono ricostruzioni dettagliate di messaggi vocali e WhatsApp scambiati tra Stefano Boeri e Manfredi Catella, nei quali si sollecitava l’intervento di Sala su Giuseppe Marinoni, architetto ed ex presidente della Commissione Paesaggio del comune di Milano, affinché la Commissione esprimesse un parere favorevole al progetto, in precedenza già respinto. I pm ritengono che Tancredi abbia agito da tramite, riportando le lamentele di Catella e Boeri al sindaco e spingendo per ottenere l’approvazione.

Il 22 giugno 2023, dopo queste pressioni, la Commissione modificò il proprio giudizio, emettendo un parere “favorevole condizionato”, definito dagli inquirenti come frutto di “interferenze politiche” e interessi privati.

Linkiesta ha raccontato, nell’articolo di Fabrizio Fasanella, tutte le contraddizioni sull’urbanistica di Milano. Al di là del caso giudiziario, il modello urbanistico milanese è quello che negli ultimi anni ha contribuito a rendere il capoluogo lombardo una metropoli prosperosa, moderna e multiculturale, ma anche inaccessibile, feroce e climaticamente inadeguata.

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